Radiologia, visite a rischio all'ospedale Versilia per chi ha più di 60 anni: i motivi

Risonanze magnetiche, per ortopedia le Asl le contingenta in base all'età (foto d'archivio)

Per gli esami al ginocchio l’Asl valuta caso per caso i pazienti oltre quel limite di età. E c'è un problema di personale a disposizione

VIAREGGIO. A segnalare il cammino difficile, è il caso di dirlo, che la sanità propone a chi accusa dolori importati alle ginocchia, è un lettore: «Stanno tagliando servizio, per esempio la risonanza magnetica al ginocchio per gli over 60». Una sintesi un po’ "brutale" che, una volta approfondita, rivela una precisa indicazione della Asl Toscana Nord Ovest. La quale - interpellata dal Tirreno - risponde spiegando: «Si tratta di una indicazione di carattere generale. La Regione Toscana, per contenere la proposta inappropriata di risonanza magnetica - particolarmente in certi settori come il ginocchio dove, dopo i 65 anni, la patologia più diffusa è l’artrosi che si studia meglio con una radiografia in ortostatismo, ovvero con posizione del corpo eretta - ha predisposto una verifica della richieste di queste prestazioni da parte del medico radiologo». Il quale - continua la Asl (il direttore del Dipartimento delle diagnostiche dalla Asl Toscana Nord Ovest è Sabino Cozza) - «dopo aver visitato il paziente potrà scegliere l’esame più idoneo alla soluzione del caso». La procedura, insomma, «prevede la presa in carico del paziente da parte dello specialista».

Inevitabile chiedersi, allora, cosa accade quando il medico di base si trova di fronte il paziente dolorante (oggi sopra i 60 anni sono moltissimi gli sportivi) e prescrive la risonanza al ginocchio: «Dopo il passaggio del paziente con il Cup, il radiologo può decidere cosa fare in base al quadro clinico».

La prima valutazione rimane quella del medico di medicina generale, come sottolinea Alessandro Squillace, referente per la categoria in Versilia, «che sono al corrente delle indicazioni arrivate dalla Asl». Ma Squillace a lunga lo sguardo oltre: «Anche se si potessero fare quante risonanze si vuole, non ci sarebbero i medici radiologici. Che sono diventati rarissimi in Italia. E, comunque, i tempi per ottenere l’appuntamento sono talmente lunghi che i pazienti effettuano la risonanza dal privato, a pagamento. Alcuni hanno addirittura attivato le assicurazioni che coprono la spesa».

Tempi lunghi, se non infiniti - come più volte messo in evidenza dal Tirreno - che si accorciano solo se aumenta la distanza da percorrere per sottoporsi all’esame diagnostico in ambito del Servizio sanitario pubblico: «Una valutazione di conduzione nervosa», è l’esempio portato da Squillace, «si ha rapidamente se si accetta di recarsi a Volterra».

Per quanto riguarda la "stretta" sulle risonanze al ginocchio per chi abbia più di 60 anni, Squillace sottolinea: «L’appello ai pazienti è a rimettersi a quelle che sono le prescrizioni mediche». Anche se, da medico di base ormai più che esperto, il rappresentante dei colleghi versiliese non può che ricorda come siano tempi in cui «i pazienti non si accontentano più dell’esame clinico. Vogliono chi possa dire "ho visto", attraverso la diagnostica». © RIPRODUZIONE RISERVATA