Il Palio di mister Maddaloni: «La panchina del Siena sarà il mio Carnevale»

Il tecnico viareggino, storico vice di Lippi, è il nuovo allenatore dei bianconeri, chiamato a sostituire l’esonerato  Gilardino: «Dopo il Covid è una grande opportunità»

VIAREGGIO. Un viareggino al Palio con il sogno di vincerlo il prima possibile. Da ieri pomeriggio Massimiliano Maddaloni, 55 anni, è il nuovo allenatore del Siena, formazione inserita nel girone B della serie C. I toscani dopo un avvio di stagione altalenante, hanno deciso di esonerare l’ex attaccante del Milan e della nazionale azzurra Alberto Gilardino, al termine dell’ultimo pareggio casalingo con il Pescara per 1-1. La squadra bianconera in undici giornate ha raccolto 17 punti, e attualmente occupa la settima posizione in classifica. Panchina affidata quindi a Maddaloni, che avrà il compito di risollevare i bianconeri, partiti con una rosa di primo piano e dunque con ambizioni di promozione. La storia di mister "Madda" è una specie di giro del mondo delle panchine. Da Viareggio alla Cina sempre a fianco di Marcello Lippi, l’allenatore napoletano, ma viareggino ormai d’adozione, è stato lo storico vice del fautore dell’impresa azzurra al Mondiale tedesco del 2006.

Questa esperienza al fianco del ct campione del mondo, sarà un ulteriore valore aggiunto per cominciare questa nuova esperienza?

«Avere avuto la possibilità di lavorare con un allenatore di questo spessore è stato sicuramente importante per me e per questa opportunità lo ringrazio, come per le attestazioni di stima che mi ha rivolto, quando ho avuto questa nuova opportunità professionale».

Era già un po’ che aveva voglia di tornare sul campo, per allenare da solo se si fosse presentata una possibilità.

«Quando siamo tornati in Italia, dopo l’esperienza cinese che ci ha regalato molte soddisfazioni insieme a Marcello Lippi, ero in attesa di cosa fare. Avevo avuto nel periodo della pandemia, l’anno scorso, qualche contatto con alcune formazioni di serie B, poi la situazione del Covid ha decisamente condizionato tutto e così non si è arrivati a nessuna concretizzazione. Poi sono stato contagiato anch’io da questo maledetto virus, tanto da essere stato ricoverato all’ospedale Versilia. Per fortuna tutto si è risolto per il meglio, ma posso dire che non sia stata davvero una bella esperienza. Ecco perché non la auguro a nessuno».

Adesso riparte da Siena, dove avrà il compito di ricreare l’entusiasmo. Cosa si aspetta dalla piazza.

«Siena era nel mio destino, abbraccio un progetto ambizioso, dove ci sono i presupposti per fare bene, e arrivo con grande entusiasmo. L’ultima esperienza sul campo è stata in Cina al fianco di Roberto Donadoni, da solo in panchina era dai tempi del Carpi che fu avversario in quella stagione di serie C anche del Viareggio».

A proposito della società bianconera, che è dovuta ripartire dalla Seconda categoria e un merito è anche suo che non si è mai dimenticato di questa realtà. Quando c’è stata l’opportunità di dare il suo contributo, come quello prezioso anche di Lippi, ha fatto la sua parte, come del resto aveva promesso.

«Chi mi conosce sa quanto sia legato a Viareggio, anche per una questione affettiva e poi da lì ho iniziato la mia carriera. Purtroppo quando il Viareggio ha rischiato davvero di sparire dal panorama calcistico per le varie disavventure, mi pareva giusto dare il mio contributo per una ripartenza. E ora spero che possa tornare dove merita la città visto il suo blasone».

Tornando al Siena, adesso c’è una grossa opportunità che si è presentata e va sfruttata nel migliore dei modi.

«Cominceremo a lavorare con l’impegno e la serietà, come ho sempre fatto ogni volta, con la speranza di ricreare intorno a questa società quell’entusiasmo che merita, con l’aiuto di tutti. Sperando di cominciare con il piede giusto con la trasferta di Gubbio di lunedì primo novembre». Il Palio di Maddaloni è già cominciato...

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