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Guardi lascia la presidenza dei balneari a Viareggio. L’idea per la politica: «Voglio nuove sfide»

L’addio deI titolare del bagno Lelia dopo sei anni: «Non mi ripresento alle elezioni. Felice di quanto fatto, ora si cambia»

VIAREGGIO. È lui stesso a farsi da parte e ad avvisare che lascia, come correttezza istituzionale pretende: «Dopo sei anni non sarò più il presidente dei balneari di Viareggio».

Pietro Guardi, titolare del bagno Lelia sulla Terrazza della Repubblica, non si ripresenterà alle elezioni per il rinnovo del consiglio direttivo dell’Associazione balneari, in programma questa settimana. È una svolta per un’associazione che raccoglie 110 bagni a Viareggio e che, come tutti sanno, conta tantissimo in città. La stessa città che definisce l’associazione una vera lobby; ma i balneari hanno sempre respinto questa definizione non troppo gradevole. Di sicuro la loro voce è ascoltata molto, su quasi ogni tema. E la loro voce, negli ultimi sei anni, è stata quella di Guardi.


L’annuncio è un po’ una sorpresa e il quasi ex presidente lo sa bene: «I colleghi mi hanno chiesto di restare per altri tre anni, ma sento l’esigenza di nuove sfide – spiega Guardi – Voglio tenermi aperte tutte le porte». L’idea che gli frulla nella testa è un impegno “vero” in politica. Nel 2015 era stato eletto in consiglio comunale con la maggioranza di Giorgio Del Ghingaro, a cui poi aveva fatto seguito la nomina da presidente dei balneari. Un doppio ruolo che qualcuno, già nei primi tempi, gli aveva contestato. È evidente che, una volta lasciato il ruolo di guida dell’associazione, avrà le mani più libere per fare qualcosa in prima persona. L’età per provare a fare qualcosa di nuovo c’è (Guardi ha 41 anni) e, se davvero Del Ghingaro è destinato ad altri lidi, ci sono spazi che si aprono nel futuro amministrativo di Viareggio. Guardi, ovviamente, mantiene un riserbo stretto sull’argomento per non scoprire troppo le carte.

«Sono soddisfatto di quanto fatto in questi sei anni – commenta Guardi – Abbiamo aiutato molti giovani ad entrare in prima persona nella guida delle loro imprese balneari di famiglia. Ci siamo adattati e reinventati». Riferimenti chiarissimi a cosa era l’Associazione balneari prima di lui: una realtà considerata troppo chiusa e vetusta. «La pandemia Covid – prosegue – è stato un test impegnativo, anche se può non sembrare da fuori: credo che l’abbiamo affrontata facendo un ottimo lavoro. Sono, inoltre, contento perché a quanto pare il Piano degli arenili si è sbloccato: è una nostra priorità, vogliamo che vada in porto quanto prima». Piano degli arenili che, nelle intenzioni dei balneari, dovrà aiutarli a migliorare e a rendere più attrattive le strutture. In primis con le piscine. Sul tema ci sarà un incontro domani pomeriggio al teatro Jenco.

Resta il rammarico della direttiva Bolkestein. «Sì, ci portiamo dietro questo problema: mi sarebbe piaciuto vederlo risolto sotto la mia presidenza», dice Guardi. Ora si cambia, ma il presidente che lascia non ha eredi da indicare. «Non è il momento, bisogna vedere come andranno le votazioni del consiglio direttivo. Per sostituire me servirebbe un altro giovane? Può darsi, ma non aggiungo altro».



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