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“Re Carnevale” rischia di soffocare a cena. Il suo racconto: «Pensavo di morire»

Enrico Petri nei panni di Re Carnevale

Viareggio, ha esultato per un gol e un boccone gli ha occluso la gola.  «Voglio ringraziare l’ospedale per come mi hanno curato»

VIAREGGIO. Disavventura, per fortuna a lieto fine per il dottor Enrico Petri, conosciuto anche come “Re Carnevale” per il ruolo centrale che riveste in occasione delle sfilate mascherate. Sabato sera mentre cenava con la moglie Patrizia nella sua abitazione in via Maroncelli ha rischiato di soffocare a causa di un piatto di spaghetti ai frutti di mare che gli sono andati di traverso. «Nell’occasione di un gol segnato ho urlato – racconta il giorno seguente allo spavento – e mi è andato di traverso il boccone di spaghetti che avevo in bocca. Mi è mancato il respiro. Ho rischiato davvero di affogare, per fortuna che sono riusciti a mandarli giù. Sembrava tutto risolto ed invece quando sono andato a letto non riuscivo a prendere sonno, mi sentivo qualcosa che mi dava fastidio all’altezza della gola facendomi respirare a fatica. Ho deciso allora di andare al pronto soccorso. Ho trovato personale come sempre all’altezza della situazione che mi hanno sottoposto ad alcuni accertamenti dove è emerso che era rimasto in gola uno spaghetto che mi dava fastidio, per fortuna sono riuscito a mandarlo giù, quindi tutto si è risolto per il meglio».

Una lunga notte per il medico. «Sono tornato a casa verso le sei, dopo che sono andato a trovare un mio amico che si trova ricoverato Marco Cinquini. Insieme vogliamo ringraziare il personale del pronto soccorso dell’ospedale Versilia i medici, infermieri, Oss e addetti alle lastre per l’assistenza che mi hanno prestato, la professionalità e l’umanità. C’erano insieme a me in attesa anche delle persone anziane che sono state visitate con cura. I ringraziamenti sono non da medico e collega, ma da cittadino che si è presentato al pronto soccorso del nostro ospedale e mi pare giusto rendere noto come lavorano. Per quanto riguarda la mia disavventura posso dire di essere stato fortunato, adesso ho capito che anche quando si mangia va fatto con la massima attenzione, perché basta un attimo di distrazione o di esultanza, come nel mio caso, con il boccone in bocca per trasformare un momento di gioia in tragedia».

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