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Conto prosciugato dopo la telefonata dal numero vero della propria banca

Tentano la truffa sul conto di una società sportiva proponendosi con il numero vero della sede centrale della banca. Franca Zappelli (a destra) ha evitato per un soffio il danno e ha sporto denuncia

Viareggio, è riuscita a bloccare i sei bonifici in uscita grazie alla filiale locale dell’Istituto di credito

VIAREGGIO. Una storia da brividi quella che Franca Zappelli, figura storica del nuoto viareggino oggi impegnata con la “Nuoto Viareggio” nella gestione della piscina di Capannori consegna al Tirrenoper mettere in guardia tutti coloro che possono incappare nella stessa truffa che qualcuno ha tentato di mettere a segno ai danni del conto della società natatoria. Niente messaggini mangia-dati all’inizio di questa vicenda, ma la telefonata ricevuta sul cellulare dal numero memorizzato come quello della sede centrale dell’Istituto di credito nella cui filiale viareggina la società ha il conto corrente. «Ho risposto perché il numero chiamante era quello che avevo in rubrica per la banca», racconta Zappelli: «Chi era all’altro capo del telefono mi ha chiesto conferma, bene informato, del fatto che la settimana precedente avessi avuto un problema nell’effettuare un bonifico». Così era stato e l’interlocutore ha spiegato a Zappelli che «si era verificato un problema e che se non avessi effettuato operazioni sul conto fino alla data che mi indicava, dopo quel termine sarebbe stato tutto risolto».

Così si conclude la conversazione che niente faceva dubitare. Ma Zappelli intorno alla 14 dello stesso giorno dà un’occhiata al conto attraverso il sistema di home banking. «Non potevo credere ai miei occhi», prosegue la testimonianza che ha portato Zappelli a presentare formale denuncia alla guardia di finanza di Viareggio. «Sul conto corrente della società erano rimasti 14 euro. Svuotato. Attraverso sei bonifici, indirizzati a nomi italiani e stranieri su conti di alcune banche in Toscana e in altre regioni italiane». Immediata la telefonata della donna alla filiale viareggina della banca: «Voglio ringraziare i dipendenti della filiale per aver tempestivamente risolto la situazione». In questo modo ha recuperato qualche decina di migliaia di euro destinate alla attività di gestione degli impianti che la società ha in carico in quanto vincitrice di appositi appalti.


Ma non è finita qui. Nello stesso pomeriggio, dopo che i bonifici erano stati bloccati dalla filiale dell’Istituto di credito, «ho iniziato a ricevere di nuovo telefonate dal numero che avevo salvato come quello della sede centrale della banca. Chiamate alle quali non ho risposto. E che poi sono diventate telefonate da un numero sconosciuto». Fino a quando sul telefono di Franca Zappelli non è comparso il numero della filiale viareggina dell’Istituto di credito. «A quel punto ho risposto», prosegue la testimonianza, «e ho sentito subito la voce della persona della telefonata che ha dato inizio a tutta questa assurda vicenda. Ho tagliato corto e non si è fatto più risentire».

Quando è andata a sporgere denuncia, Zappelli ha chiesto come fosse stato possibile ricevere una telefonata da un numero vero, memorizzato ed esistente per una truffa: «Mi è stato risposto che tramite un sito russo è possibile acquistare numeri reali per non più di qualche euro di spesa». Da qui la decisione di rendere pubblico cosa le è accaduto: «Voglio dire a tutti di prestare la massima attenzione anche in caso di numeri memorizzati e certi. Chiedete sempre nome e cognome dell’interlocutore, poi riattaccate e ritelefonate». La signora ha fatto controllare anche computer e telefono di sua proprietà per cercare di capire se vi fosse stato installato qualche virus ma non è risultato niente. È dunque molto probabile che chi ha tentato il colpo sia riuscito ad arrivare ai dati della banca, inserendosi nel sistema dell’Istituto di credito che non ha esitato a intervenire in soccorso della propria cliente.

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