Viareggio, agende piene per i tamponi: parte l’appello alle farmacie

Tra comunali e private, sei su dieci non hanno ancora deciso se fare i test. L’Ordine dei farmacisti: «Ci sono difficoltà, serve un aumento dell’offerta»

VIAREGGIO. Le agende per fare i tamponi anti-Covid sono piene. Da Viareggio a Pietrasanta arrivano segnalazioni di farmacie che non prendono più appuntamenti fino alla fine di ottobre; alcune anche fino a metà novembre.

«Ci sono delle difficoltà – ammette Salvatore Ingrosso, presidente dell’Ordine dei farmacisti di Lucca – Soprattutto in determinate fasce orarie, quando la richiesta dei test rapidi è dovuta esclusivamente a lavoratori che hanno bisogno del tampone per il Green pass. I colleghi si stanno facendo in quattro per inserire qualche appuntamento in più, magari aumentando anche gli orari del servizio. Ma così facendo si rischia di danneggiare le altre attività della farmacia. Senza contare che oltre un certo limite di forze e orari non si può andare».


Per questo motivo l’Ordine dei farmacisti, raccogliendo un invito che arriva dal commissario all’emergenza coronavirus Francesco Figliuolo, ha fatto un appello ai colleghi che in questo momento non fanno i tamponi.

«Abbiamo bisogno che, a fronte di una domanda sempre crescente di tamponi, corrisponda un incremento dell’offerta – spiega Ingrosso – Le richieste sono triplicate e se si va avanti così rischiamo di non farcela. Perciò abbiamo bisogno che altre farmacie si uniscano al servizio».

Al momento, spiega il presidente dell’Ordine, «il 60 per cento degli esercizi, tra comunali e privati, non fa i tamponi rapidi anti-Covid». Calcolando che in Versilia ci sono una quarantina di farmacie, la disponibilità di test rapidi si trova in una quindicina di esercizi. Gli altri 25 non hanno aderito all’opportunità.

«Io credo – prosegue Ingrosso – che ci saranno altre adesioni. In questo modo potremo ridurre il più possibile i disagi ed evitare che la prossima settimana ci siano difficoltà ancora più serie». Lo stesso Ordine dei farmacisti, del resto, aveva fatto presente che nel giro di qualche giorno avrebbe potuto esserci un problema di forniture. Con eventuali interruzioni dei test rapidi.

«È importante sottolineare – continua Ingrosso – che stiamo facendo anche i vaccini anti-Covid, oltre ai tamponi. L’obiettivo è vaccinare sempre più gli indecisi. E assottigliare la fetta di persone che non credono nel vaccino e perciò hanno bisogno di fare il tampone per andare a lavorare».

A metà ottobre i versiliesi in età lavorativa che non si erano vaccinati erano oltre 13mila. «È un numero enorme: è chiaro che se sono persone che vanno tutte al lavoro non è possibile rispondere alla richiesta complessiva di tamponi», dice il presidente dell’Ordine.

Una richiesta che, ricordiamo, deve essere rinnovata ogni 48 ore e che costa 15 euro ogni volta.

«È una situazione che crea grande stress ai cittadini, il cui atteggiamento nei nostri confronti è un po’ cambiato – conclude Ingrosso – Prima dovevamo semplicemente, si fa per dire, fare test in grado di identificare la presenza del Covid. Oggi ci vedono come un ulteriore ostacolo nel percorso che li porta ad avere il Green pass per lavorare. Bisogna essere consapevoli di questo. Speriamo che la pressione si allenti, tra vaccinazioni in aumento e colleghi che decidono di unirsi a noi per fare i tamponi ai clienti».

© RIPRODUZIONE RISERVATA