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A Saint Tropez il “modello” di Dior per la sua nuova boutique a Forte dei Marmi

Il negozio-ristorante di Dior a Saint Tropez

In Costa Azzurra la casa di moda ha anche un ristorante. Intanto ci si divide su Facebook. Franceschi: «Non soffiamo sul fuoco» 

Forte come Saint Tropez? Si chiama “Dior des Lices” e si trova proprio nel centro della città francese, per l’esattezza al 13 di rue François Sibilli, la strada più elegante di Saint Tropez, dove hanno i loro negozi tutte le più importanti griffe dell’alta moda, ed è un apprezzatissimo e noto ristorante, aperto dalle colazioni fino alla cena, posto nel parco di una splendida villa che ospita il negozio vero e proprio della Maison Dior.

Un luogo sicuramente dall’atmosfera magica e accattivante che potrebbe ripetersi anche a Forte dei Marmi, se andrà in porto l’apertura di un nuovo grande punto vendita Dior in una villa-boutique della centralissima piazza Marconi. Una proposta, questa, di cui si parla molto al Forte, sia nelle sedi ufficiali, sia tra la gente, e che ha, ovviamente, sollevato anche un grande dibattito sui social: divisi, come sempre, tra chi vede di buon occhio questo investimento destinato ad alzare il livello delle già pur vippissime boutique cittadine e chi invece è contrario. Un destino quello della villa su cui hanno posato gli occhi i manager di Dior che potrebbe però interessare anche altre strutture simili, sia nella stessa piazza Marconi sia in altre zone: ed è forse questo l'aspetto che l'amministrazione comunale è chiamata a dirimere e definire. Tra chi vede positivamente la cosa su Fb e che conosce l'esperienza di Dior in Costa Azzurra c’è così Andrea Cant che ribadisce «ben vengano le grandi aziende ad investire al Forte! Dior ha già una boutique “villa” a Saint Tropez non l’hanno rasa al suolo ma bensì restaurata totalmente. Non credo dobbiamo lamentarci. Anzi»; oppure come Annamaria Buratti contenta di questa nuova vetrina della griffe francese: «Ma ben venga la Maison di Dior, il Forte sarà sempre più bello, invidiato da tutti sulla costa: non teme concorrenza».


Sull’argomento è intervenuto anche Vasco Franceschi: «Mi dispiace dire quello che sto per dire – spiega l’ex assessore al turismo – ma da osservatore attento e anche paziente, non posso farne a meno. Ho l'impressione che ci sia qualcuno che soffia sul focherello per alimentare un incendio. E questo, in un momento come l’attuale, dove sulle piazze d'Italia si assiste a proteste e sommosse anche violente, è pericoloso. Christian Dior, come le altre firme che decidessero di aprire il loro marchio al Forte, per poterlo fare, deve rispettare le regole della nostra comunità. Chi non è d'accordo vigili piuttosto sul rispetto di queste, invece di trincerarsi dietro sentimenti, legittimi quanto si vuole, ma datati e quindi obsoleti. Un'ultima cosa. Da quanto mi risulta la villa non viene abbattuta ma solo conservata come tale. Chi mette in giro queste notizie false e tendenziose è un irresponsabile».

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