Viareggio capitale della cultura 2024, candidatura inviata: «Comincia il nostro viaggio»

Il dossier presentato al Ministero. Il sindaco Del Ghingaro lancia la sfida con un video passeggiando tra le opere nella galleria d’arte moderna e contemporanea

VIAREGGIO. Il sindaco Giorgio Del Ghingaro sceglie di passeggiare tra le opere della galleria d’arte moderna e contemporanea in piazza Mazzini per lanciare ufficialmente la candidatura di Viareggio a capitale italiana della cultura 2024.

VIDEO E INDIZI 


In un video di trentotto secondi, pubblicato sulla pagina del Comune e in quella creata ad hoc per questa sfida, il primo cittadino annuncia che il dossier (il termine scadeva a mezzanotte del 19 ottobre) è stato inviato. E aggiunge solo poche parole: «Oggi abbiamo presentato il dossier per la candidatura a capitale italiana della cultura 2024. Di fatto oggi inizia il nostro viaggio». Nessuna anticipazione su proposte e temi del comitato creato ad hoc per cercare di convincere il ministero per i beni culturali a scegliere proprio la Versilia per assegnarle questo riconoscimento. Qualche indizio, però, è possibile dedurlo dalla scelta di Del Ghingaro di presentare il progetto all’interno della Gamc, casa dell’arte e punto di unione tra il passato e il presente culturale della città. Non a caso l’ultima inquadratura è dedicata a una scultura che è una miniatura in bronzo di un’imbarcazione. E dunque la sintesi tra arte, artigianato e storia di Viareggio.

PRESIDENTE DEL COMITATO

Qualcosa in più racconta Luigi Ficacci, ex sovrintendente di Lucca e oggi a capo del comitato Viareggio 2024: «Non conosco – dice – nel dettaglio il contenuto della proposta. Ma credo che Viareggio possa avere buone possibilità poiché ha caratteristiche di unicità rispetto ad altre candidate: è contemporaneamente di terra e mare, sono due opposti che coesistono in modo vivace, autentico, con un carattere civico e vernacolare forte. La sintesi è una irresponsabilità tipica della vacanza, una spensieratezza balneare che permette di affrontare problemi serie, strutturali della vita economica, sociale e culturale in maniera molto scansonata, improntata alla festa».

L’esempio che Ficacci prende è quello del Carnevale. «Pensiamo a come è nato: da un reazione giocosa e festaiola rispetto all’appesantimento degli oneri fiscali. Siamo nell’Ottocento. Arriva il nuovo regno d’Italia e i viareggini cosa fanno? Nessuna violenza, politica, di classe diciamo, ma una proposta giocosa sotto le forme del Carnevale, rinnovando la tradizione dei carri mascherati».

TEMPI E RIVALI

Ciò che invece è certo sono i tempi in cui il mistero dovrà decidere e le sfidanti a capitale della cultura. Entro il 18 gennaio 2022 la giuria designata decreterà i dieci finalisti. Farne parte significherebbe, qualunque fosse poi il risultato, aver fatto un buon lavoro. Sì, perché la concorrenza è molto agguerrita. Viareggio, infatti, dovrà vedersela con altre ventitré pretendenti. E molte di queste, almeno a livello campagna di immagine sono partite prima facendo passi importanti per pubblicizzare la propria candidatura. Tra le pretendenti più agguerrite (per la toscana c’è anche Vinci), ci sono senza dubbio La Maddalena, isola paradiso della Sardegna, Pordenone, in Veneto, che negli ultimi giorni ha incontrato il mondo industriale «per condividere il progetto con la componente produttiva del territorio». Ma anche Siracusa: «La grande partecipazione della società civile in tutte le sue articolazioni dimostra – ha spiegato il sindaco siciliano – un profondo amore verso la città».

Probabilmente, però, almeno sulla carta dovrebbe essere Pesaro la vera rivale di Viareggio. Nelle Marche il progetto è molto articolato con una «strategia collettiva pensata per coinvolgere tutti i 50 Comuni della provincia di Pesaro e Urbino e il sistema di Enti, associazioni e professionisti della cultura con cui la città del Rossini Opera Festival ha intrecciato negli anni rapporti ormai solidi».

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