Teschi sopra le statue nel centro di Firenze: due attivisti versiliesi nei guai

Interviene la polizia, denunciati un 60enne di Camaiore e un 40enne di Stiava: «Rispettiamo l’ambiente altrimenti l’umanità si estingue»

CAMAIORE. Ci sono anche un sessantenne di Camaiore e una quarantenne di Stiava, nel comune di Massarosa, tra gli autori del blitz ambientalista andato in scena nella notte tra lunedì e martedì nel centro storico di Firenze.

Per loro, come per i loro due complici, entrambi fiorentini, è scattata una denuncia per deturpamento di beni di interesse storico artistico.


La ricostruzione

Gli attivisti, militanti del movimento Extinction Rebellion, hanno coperto i volti di alcune statue con una maschera di cartapesta rappresentante un teschio con dei rami al posto dei capelli e una’x’sulla bocca.

Il gesto, un modo per ricordare che l’umanità è a rischio di estinzione se continuerà a non rispettare l’ambiente, è stato notato da un cittadino, che ha chiamato la polizia. I quattro, con l’aiuto di un bastone lungo oltre dieci metri, stavano sistemando un teschio di cartapesta sulla testa del monumento al generale Manfredo Fanti, in piazza San Marco.

Arrivo della polizia

Dalla centrale delle questura hanno inviato subito delle pattuglie della squadra volante, e nel frattempo hanno iniziato a seguire il resto del blitz grazie alle immagini riprese dalle telecamere di sorveglianza cittadine. Per questo ci è voluto poco a pizzicare gli attivisti nella vicina piazza Santissima Annunziata, mentre sempre con lo stesso bastone sistemavano una maschera analoga sulla testa della statua di Ferdinando I de’Medici.

L’intervento

Gli agenti li hanno invitati a rimuoverla subito, ma loro, pur restando assolutamente pacifici, si sono rifiutati con decisione, facendo scattare l’inevitabile denuncia. Poco prima aveva piazzato un’altra maschera di cartapesta in piazza San Lorenzo, sulla testa della statua di Giovanni dalle Bande Nere. Sul posto sono intervenuti anche gli agenti della digos. Gli attivisti hanno spiegato di aver agito in accordo con alcune iniziative analoghe assunte a livello interazione dal collettivo Extinction Rebellion. Le statue non hanno riportato danni.

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