Contenuto riservato agli abbonati

Concessioni ai balneari, la proroga di 15 anni rimessa in discussione: ecco tempi e motivi

Una protesta anti-Bolkestein dei balneari versiliesi

Il Consiglio di Stato, massimo tribunale amministrativo, valuterà la legittimità. Le associazioni sindacali: «Non ci sarà una rivoluzione». Ma si teme il via alle aste

VIAREGGIO. La proroga dei balneari, che hanno ottenuto un allungamento di 15 anni delle concessioni delle spiagge, torna in discussione. Mercoledì 20 ottobre il Consiglio di Stato, il massimo tribunale amministrativo italiano, ne valuterà la legittimità. Con particolare attenzione a quanto fatto dai Comuni, che hanno sottoscritto la proroga dei bagni sulla base di una legge dello Stato: il decreto dell’ex ministro Centinaio, che appunto allungava di 15 anni le concessioni (dal 2019 al 2033).

È una sentenza, quella del Consiglio di Stato, molto attesa dalla categoria e anche dal governo Draghi. Il presidente del Consiglio ha detto in maniera chiara che, prima di mettere mano alla questione, voleva leggere il pronunciamento del tribunale. Secondo il sindacato Sib Confcommercio, che interverrà in aula con il proprio presidente Antonio Capacchione, «la sentenza sarà resa pubblica solo dopo 20-30 giorni. Ma è chiaro che, durante la seduta di domani, emergeranno già elementi che potrebbero essere preziosi per capire dove si andrà a parare».Le ipotesi sono le seguenti. Il Consiglio di Stato potrebbe bocciare la proroga Centinaio, sostenendo che è in contrasto con le norme europee, come peraltro ha già fatto notare la Commissione Ue. Che a dicembre del 2020 ha aperto una nuova procedura di infrazione contro l’Italia per mancata applicazione della direttiva Bolkestein. Se il Consiglio di Stato seguirà lo stesso ragionamento, annullando la proroga, le concessioni oggi in mano ai balneari diventeranno carta straccia. Salvo quei casi che, con il cosiddetto "atto formale", hanno ottenuto un rinnovo dei permessi sulla base degli investimenti fatti. Insomma: sarebbe il via libera alle cosiddette "aste" delle spiagge. E da subito.

Un’altra ipotesi è che il Consiglio di Stato consideri la proroga in contrasto con il diritto europeo, ma preveda in qualche modo un percorso morbido con cui arrivare alle aste. A quel punto spetterà al legislatore, cioè alla politica, trovare il percorso. Che non potrà essere, inevitabilmente, lungo 15 anni: più probabile che si prenda qualche anno di tempo, per organizzare le gare pubbliche. Che solo in Versilia sarebbero centinaia.Terza ipotesi, molto improbabile, è che il Consiglio di Stato consideri la proroga di 15 anni coerente con il diritto europeo.

«Io non credo che andiamo verso una rivoluzione totale, con conseguenze dirette sulla prossima stagione turistica - afferma Maurizio Rustignoli, presidente nazionale del sindacato Fiba Confesercenti - Non spetta ai tribunali riformare la gestione delle spiagge e dare risposta al nostro problema. È compito della politica capire come arrivare a una soluzione. Siamo pronti a metterci attorno a un tavolo per discutere con tutti, anche con associazioni ambientaliste che ci hanno sempre attaccato. Non è più il tempo del "si è sempre fatto così": siamo consapevoli che dovranno esserci dei cambiamenti. Al tempo stesso, bisogna avere rispetto dei balneari. Che non sono una lobby di sfruttatori». Il clima nella categoria, però, è di grande tensione: l’obiettivo sembra essere arrivare alle aste facendosi il meno male possibile. Facendo inserire nelle gare punteggi di favore per i balneari, con indennizzi per chi perderà l’asta.

© RIPRODUZIONE RISERVATA