Vaccinati per poter lavorare: in due settimane in Versilia picco di prime dosi

In 1.520 hanno ricevuto la prima dose poco prima dell’obbligo di Green pass. La maggioranza (851) è composta di cinquantenni e quarantenni

VIAREGGIO. Sono 1.520 i versiliesi in età lavorativa che si sono convinti a fare il vaccino anti-Covid nella prima metà di ottobre. Cioè nei giorni immediatamente precedenti all’entrata in vigore dell’obbligo di Green pass sul posto di lavoro. Un obbligo scattato, appunto, ieri. Non a caso, c’è chi al centro vaccinale del Terminetto si è presentato in tuta da lavoro.Non potendo sapere cosa sia passato per la testa di ognuno di loro, non resta che provare a immaginarlo. Ed è fin troppo facile ipotizzare che, in un discreto numero di casi se non la maggioranza, si sia fatto buon viso a cattivo gioco.

Accettando di vaccinarsi per andare a lavorare senza dover fare il tampone ogni due giorni. Il disagio del tampone, tra tempi necessari e costo del test, è evidente. Se calcoliamo 15 euro per ogni test, significa una spesa di almeno 30-45 euro a settimana (dipende da orari e turni). Chi ha uno stipendio medio-basso rischia di rimetterci, oltre alla noia di dover fare il tampone ogni 48 ore. Un ragionamento che, con tutta evidenza, ha convinto centinaia di persone a rivolgersi al centro vaccinale del Terminetto per poter avere quanto prima il Green pass - che scatta in automatico due settimane dopo la prima dose - e chiudere così la questione. Senza rischiare la sospensione dello stipendio.

Tra i 1.520 dell’ultima ora, la maggioranza (851) è fatta di cinquantenni e quarantenni, fasce d’età che durante tutta la campagna vaccinale hanno mostrato un po’ più di resistenza a vaccinarsi.Più contenuto il numero di trentenni e ventenni, anche perché partivano da una situazione di maggiore adesione alla campagna anti-Covid. I trentenni versiliesi, per esempio, sono quelli che si vaccinano di più rispetto ai loro coetanei di tutta l’Asl: l’81,1 per cento ha già ricevuto la prima dose anti-Covid. Sui ventenni, invece, c’è da dire che il numero di nuovi vaccinati è uno specchio meno fedele della pressione causata dal Green pass lavorativo.

Perché c’è una buona fetta di ragazzi che studia, oppure che non studia né ha un impiego. In questa fascia d’età la motivazione sembra sempre più legata alla necessità di una vita sociale.L’altra faccia della medaglia sono i versiliesi che, al momento, non si vaccinano contro il Covid. Se contiamo soltanto quelli in età lavorativa, al 12 ottobre erano 13.345: magari non tutti hanno un impiego, però parliamo comunque di migliaia di persone che, potenzialmente, ogni giorno prima di entrare in azienda devono mostrare il Green pass col tampone negativo. Una parte importanza della popolazione attiva, che ovviamente ha il diritto di continuare a non vaccinarsi finché non sarà previsto un obbligo. Magari augurandosi che la fine della pandemia sia più vicina del previsto. Facendo sì che il vincolo del Green pass vada a cadere.

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