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Sciopero anti-Green pass, a Viareggio chiuse due scuole materne

Cancelli chiusi alla sucola materna D'Arliano al Varignano (Paglianti)

Sorpresa amara per i genitori dei 120 bimbi delle scuole D’Arliano e Socci. La dirigente scolastica: «Abbiamo saputo solo lunedì della protesta del personale»

VIAREGGIO. Due scuole chiuse a causa della protesta del personale contro il Green pass. È successo alle materne D’Arliano e don Beppe Socci, rispettivamente nel quartiere Varignano e a Bicchio.

Una sorpresa amara ieri mattina per i genitori dei 120 bambini che frequentano le due materne (70 alla D’Arliano e 50 alla don Beppe Socci). Il disagio, tra l’altro, rischia di non rimanere un episodio singolo: lo sciopero, annunciato su base nazionale dalla sigla sindacale Fisi, è previsto fino al 20 ottobre.


«Non posso che confermare l’accaduto e il nostro dispiacere per le famiglie – dice Nella De Angeli, dirigente scolastica dell’istituto comprensivo Don Milani-Lenci sotto cui ricadono le due materne – Abbiamo ricevuto la comunicazione dello sciopero lunedì 11, quindi con tempi decisamente ristretti per dare una comunicazione adeguata ai genitori. In genere la comunicazione avviene con almeno cinque giorni di anticipo. Per quanto possibile, abbiamo cercato di capire se riuscivamo a garantire l’apertura delle scuole dove si ipotizzava un’adesione a questo sciopero. Ma non è stato facile: il personale non è obbligato a dire che si asterrà dal lavoro. A un certo punto abbiamo intuito che avremmo potuto garantire soltanto due ore in piena sicurezza: non aveva senso».

Ieri mattina i genitori hanno trovato i cancelli chiusi. «Ma c’erano a loro disposizione, almeno fino all’orario di apertura, docenti che potevano fornire informazioni sull’accaduto», precisa De Angeli.

I cinque giorni di sciopero annunciati dal sindacato Fisi e lo stop all’attività didattica nei due plessi sono, assicura la professoressa De Angeli, «l’unico impasse in una situazione che, nelle nostre scuole, è assolutamente tranquilla. Il personale dell’istituto don Milani-Lenci rispetta le regole e la verifica del Green pass avviene senza scossoni. Non voglio che si colleghi questa protesta con la questione delle vaccinazioni, facendo credere che nella nostra scuola ci sono i cosiddetti No vax. Certamente, se il personale ha ritenuto di dover scioperare lo ha fatto perché in disaccordo con le regole che disciplinano l’obbligo del Green pass a scuola».

Di sicuro, è un episodio che fa riflettere e che pone numerose domande. E la professoressa De Angeli è la prima a cercare qualche risposta.

«Nemmeno in situazioni dove i tempi di comunicazione dello sciopero sono al limite, o fuori limite, è possibile né legittimo negare un diritto – spiega la dirigente del Don Milani – È un dato di fatto che dobbiamo rispettare il dissenso, se espresso civilmente e democraticamente. Poi ci sono commissioni di garanzia che si occupano di fare verifiche sulla regolarità con cui si è annunciata la protesta: io, su questo, non ho possibilità di fare valutazioni, né di intervenire. Su una cosa, però, mi sento di essere chiara: creare volutamente un disagio non è la stessa cosa che manifestare la propria contrarietà a una legge o a un provvedimento».

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