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Muore a 73 anni ex medico del 118. Il figlio: «Mio padre viveva per gli altri»

Antonio Bellana, 73 anni, ex medico del 118 (foto concessa dalla famiglia)

Lido di Camaiore. Colpito da un ictus, se n’è andato nel giorno del suo compleanno. Il cordoglio delle tante associazioni di volontariato dove ha lavorato

LIDO. Prima l’ictus che l’ha colpito la notte tra domenica 19 e lunedì 20 settembre, poi altre complicazioni hanno portato a al decesso del dottor Antonio Bellana, 73 anni, scomparso l’altra notte intorno alle 4, 30, nel giorno in cui avrebbe festeggiato il compleanno: era nato il 15 ottobre 1948. Il dottor Bellana originario di Alessandria, ma dall’età di sette anni si è trasferito con la famiglia a Lido di Camaiore, dove ha vissuto nell’abitazione di via Papini, ha scelto nella sua professione, come racconta uno dei figli, Michele, di prestare servizio di primo soccorso per il 118 e lo ha fatto per circa trentacinque anni.

In pratica, durante la sua attività, ha girato tutte le associazioni di volontariato della zona, dalla Misericordia di Viareggio, alla Croce Verde di Viareggio e Lido di Camaiore, Croce Rossa, alla Misericordia di Massarosa e Viareggio, andando in pensione prestando servizio sull’automedica del 118. L’attuale responsabile della centrale di emergenza, Andrea Nicolini ha di lui un ricordo come di «un professionista esperto, serio di grande umanità, disponibile con i colleghi e con i pazienti, e ha scelto di andare in pensione proprio come ha iniziato la sua professione operando come primo soccorso».


È sempre stato quindi in prima linea, scelta che ha condiviso con tutte le persone che con lui hanno collaborato negli anni della sua attività professionale e che appreso della scomparsa hanno riconosciuto in lui una persona legata al suo lavoro che ha svolto sempre il massimo impegno e professionalità. Aveva però anche due hobby che ha coltivato nel tempo libero, ha collezionato circa 3.500 dischi iniziando negli anni Settanta e proseguendo negli anni tanto da avere alcuni pezzi di pregio.

L’altra passione è stato il tennis. Ha frequentato il Tennis Italia della famiglia Taddei nella pineta di Ponente per molti anni. «Era bravo e disponibile – dice la titolare Tecla Taddei – giocava con tutti e prendeva parte ai vari tornei amatoriali che organizzavamo nel circolo. Ho saputo purtroppo della sua scomparsa e formulo alla famiglia le più sentite condoglianza a nome di tutti noi». Dal Tennis Italia fanno sapere che aveva un dritto molto forte e proprio per questo aveva il soprannome di Manolo in riferimento al tennista spagnolo Manuel Martinez Santana detto appunto Manolo, che è stato il primo nel suo Paese a vincere il Torneo di Wimbledon. Seguiva anche il calcio era tifoso del Milan, ma di lui si ricordano senza dubbio le passini per i dischi e per il tennis. Lascia la moglie Anna Maria Ghilardi e i figli Michele, Claudia e Luca.

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