Alberi tagliati in pineta di Levante, la risposta del Parco: «Vigiliamo sui lavori del Comune»

Il presidente dopo l’allarme lanciato da Italia Nostra sulle presunte incongruenze che il Comune di Viareggio e la ditta esecutrice avrebbero compiuto : «Così il verde rinascerà più forte»

Viareggio. Il Parco di San Rossore rimanda al mittente i sospetti di Italia Nostra sulle presunte incongruenze che il Comune di Viareggio e la ditta esecutrice avrebbero compiuto durante il taglio di decine di alberi nella pineta di Levante. Spiega il presidente Lorenzo Bani: «Grazie a questo progetto di rinfoltimento lecci, latifoglie autoctone e pini domestici la Macchia Lucchese, colpita dal Matsucoccus, sta rinascendo. Chiaramente – va avanti – per vedere risultati più importanti ci vorrà qualche anno in cui le nuove piante dovranno crescere. Inoltre siamo partner di un progetto europeo, Life systemic, grazie al quale insieme al Cnr e all’Università stiamo studiando e sperimentando come mantenere o incrementare, anche con i tagli, la variabilità genetica che aiuta rendere le foreste più resilienti nei confronti del cambiamento climatico».

Andando nello specifico dei lavori in corso, dal Parco fanno sapere che «la pineta è attaccata dal Matsucoccus. E per ottenere un bosco ricco di biodiversità e capace di adattarsi ai cambiamenti climatici sta portando avanti con una serie di lavori iniziati due anni fa e divisi in più aree di intervento, come illustrato molte volte anche a mezzo stampa». L’Ente ha già terminato i lavori di cui era titolare, prima effettuati alla Bufalina nel Comune di Vecchiano e poi in Macchia Lucchese nel Comune di Viareggio. In entrambi i casi si è trattato di progetti finanziati sul piano di sviluppo rurale (fondi trasferiti alla Regione dall’Unione Europea) dopo un accordo con i rispettivi Comuni che hanno dato in concessione al Parco le aree per la durata del progetto e i successivi cinque anni. I lavori in corso in questo momento fanno tesoro – spiegano – «dell’esperienza positiva dell’Ente Parco e sono portati avanti dallo stesso Comune di Viareggio proprietario e da ICare (concessionaria di una porzione di pineta)», su progetti di una professionista incaricata iscritta all’ordine dei dottori agronomi e forestali, incaricata della direzione lavori. «I pini che vengono rimossi dal bosco sono secchi, per lo più caduti da tempo a causa dell’attacco della cocciniglia. Questa massa di pini morti era diventata anche molto pericolosa per gli incendi, come si è visto quest’estate. I mezzi utilizzati – spiega Francesca Logli, tecnica forestale, responsabile ufficio biodiversità e autorizzazioni ambientali dell’Ente Parco – sono stati individuati d’accordo con la direzione lavori e sono quelli che si sono rivelati più adatti al tipo di lavori necessari e alla natura dei luoghi. Infatti, nel corso dei lavori già fatti, si è visto che mezzi più piccoli, dovendo fare più passaggi per recuperare i pini morti a terra, danneggiano i lecci che devono rimanere nel bosco. Questo è ancora più vero nella porzione di pineta ad est di via del Balipedio (lato monte) che in realtà era una pineta mista con latifoglie. Il braccio lungo di queste macchine forestali permette di intervenire anche dalla strada quando necessario per non intaccare le lame; le dimensioni delle ruote sono tali da minimizzare la pressione al suolo. Le operazioni sono seguite passo passo dalla direzione dei lavori incaricata dal Comune, d’accordo con il Parco . I guardiaparco e i carabinieri forestali controllano regolarmente le operazioni. Tutto è verbalizzato e cartografato nel dettaglio dalla direttrice dei lavori e via via sottoscritto dal Comune e dal Parco».


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