Viareggio capitale della cultura 2024: ecco parametri e criteri per assegnare i punteggi

Conto alla rovescia verso la scadenza del 19 ottobre per presentare il dossier al ministero. Il progetto deve essere sostenibile sul fronte dei conti

VIAREGGIO. Conto alla rovescia verso il 19 ottobre, scadenza entro la quale le 24 città italiane in corsa per il titolo di Capitale della cultura 2024 devono presentare al ministero dei Beni culturali il dossier di candidatura, completo di tutti i particolari. Entro il 18 gennaio 2022, poi, la Giuria designata decreterà i dieci finalisti. Viareggio si è affidata a musicista, dj e molto altro ancora Guglielmo Bettin: a lui il compito di portare Viareggio nella rosa delle magnifiche dieci. Cosa deve contenere il dossier lo spiegano nel dettaglio le linee guida al Decreto 461/2021.

Prima di tutto il dossier deve indicare un proprio titolo e poi deve contenere «il progetto culturale, inclusivo del cronoprogramma – della durata di un anno, – delle attività previste». Nel documento deve essere specificato quale sia «l’organo incaricato dell’elaborazione e promozione del progetto, della sua attuazione e del monitoraggio dei risultati, con l’individuazione di un’apposita figura responsabile».


Poiché non bastano le rose ma serve anche il pane, ecco che è necessario che il dossier contenga «la valutazione di sostenibilità economico-finanziaria del progetto culturale proposto». Affinché quanto la città si propone di realizzare stia – come si dice – in piedi dal punto dei vista dei conti.

Poiché, inoltre, si tratta di un progetto che in caso di vincita si aggiudica un milione di euro, ecco che il dossier deve anche dettagliare «gli obiettivi perseguiti, in termini qualitativi e quantitativi, e gli indicatori che verranno utilizzati per la misurazione del loro conseguimento».

Le stesse linee guida definiscono anche quali sono i criteri di giudizio della Giuria che prima sceglierà le dieci finaliste e poi indicherà al ministero la città che potrà fregiarsi del titolo di Capitale della cultura. Tra questi non poteva mancare quello relativo alla necessaria innovazione sul fronte della tecnologia, così riassunto: «Innovatività e capacità delle soluzioni proposte di fare uso di nuove tecnologie, anche al fine del maggiore coinvolgimento dei giovani e del potenziamento dell’accessibilità».

Tra gli altri criteri di giudizio e attribuzione di punteggio, non vanno dimenticati: «Capacità del progetto di incrementare l’attrattività turistica del territorio, anche in termini di destagionalizzazione delle presenze; realizzazione di opere e infrastrutture di pubblica utilità destinate a permanere sul territorio a servizio della collettività; coerenza del cronoprogramma; effetto di “completamento”, inteso quale capacità di favorire la piena realizzazione di progetti già avviati ma non ancora conclusi; coerenza degli obiettivi del progetto con quelli stabiliti dall’Agenda 2030 Onu per lo Sviluppo sostenibile».

Di nessuno di questi aspetti si è discusso nella commissione cultura di lunedì scorso, alla presenza dell’assessore Sandra Mei, appuntamento che davvero poteva inviare alla città un messaggio di coinvolgimento maggiore rispetto a quello che si è fin qui visto a Viareggio. Coinvolgimento dei territori e delle istituzioni tutte che è tratto distintivo dei dossier delle altre candidate (vedi articolo in fondo alla pagina).



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