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Uccise la madre a coltellate nella casa di Camaiore: condannato a 16 anni

I rilievi sul luogo dell’omicidio e Andriy Bocksan

Andriy Bocksan si era subito dichiarato colpevole. Ora l’avvocata chiederà il trasferimento dal carcere in una struttura psichiatrica

CAMAIORE. Sedici anni. È la decisione che la corte d’Assise del tribunale di Lucca ha preso nei confronti di Andriy Bocksan, il trentunenne di origine ucraina ma da anni residente a Camaiore, che nel marzo del 2020 ha ucciso la madre, Larisa Smorlyak, che all’epoca dei fatti aveva appena 49 anni. Il luogo del delitto, l’appartamentino al secondo piano del civico tre di via Roma, a due passi dal centro storico. L’uomo dunque rimarrà in carcere. La difesa è affidata all’avvocata Sara Andolfi.

Nella giornata di ieri in aula è stata discussa anche la situazione psichiatrica del trentunenne: dal risultato della perizia è infatti emersa la complessità del quadro complessivo. Si tratta di una personalità fatta di molti alti e bassi. Bocksan infatti non ha avuto un’infanzia facile nella quale è mancata una figura paterna, a questo fattore si sono aggiunte problematiche psichiatriche molteplici che lo avevano portato al ricovero già quando era ragazzo e viveva in Ucraina.


Per la formulazione della sentenza il giudice ha deciso per un’equivalenza tra l’aggravante di omicidio aggravato, dovuta al fatto che la vittima è appunto la madre dell’imputato, e il riconoscimento delle attenuante generiche in virtù della semi incapacità di intendere e volere.

Per adesso Bocksan rimarrà in carcere, ma l’avvocata chiederà che venga trasferito in una struttura psichiatrica apposita dove possa essere anche curato. Tuttavia al momento ce ne sono poche e con pochi posti. Il motivo di questa richiesta è che proprio la perizia psichiatrica ha fatto emergere la potenziale pericolosità del soggetto se sottoposto a uno stress importante. Dovrà dunque essere valutato se sussiste o no la possibilità di un trasferimento. La difesa farà comunque appello per richiedere la diminuzione della pena, malgrado sia già ai limiti minimi. L’avvocata di Bocksan conta di poterla ridurre a 14 anni, anche in virtù delle condizioni del suo assistito.

Il fatto risale al quattro marzo 2020. Il giovane chiamò il 112 per informare dell’uccisione della madre. Fu proprio Bocksan, all’arrivo dei carabinieri, a confessare in un primo momento il delitto avvenuto pochi minuti prima. Agli investigatori che ritrovarono il corpo della donna straziato da un colpo con il posacenere e da almeno una decina coltellate che le erano state inflitte, aveva infatti raccontato ai militari di averla uccisa in preda a un raptus e di non essere stato in grado di fermarsi.

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