Massarosa, l’ultimo scatto di Barsotti: «Ho in mente la squadra»

La candidata per il centrosinistra Simona Barsotti

La candidata del centrosinistra tenta di bissare il risultato del primo turno. E annuncia due assessori in caso di vittoria: ecco chi sono

Mancava poco. Pochissimo. Quel tre per cento per poter strappare una vittoria storica per il centrosinistra della prima donna a vincere al primo turno. Invece la strada si è complicata. La coalizione di centrodestra ha visto che la possibilità di perdere è alta (del resto lo scarto è di 17 punti) e ha deciso di rinsaldare le fila riunendo tutti i simboli nazionali. Ma Simona Barsotti non ha paura: nella sua carriera politica ha superato molte difficoltà, sia da assessora al Sociale con la gestione dell’emergenza migranti, sia come consigliera di opposizione nell’amministrazione Coluccini.

«Non abbiamo mai smesso di essere in pista e non ci siamo fermati un attimo per questa campagna elettorale – spiega la candidata – ho continuato con il lavoro che avevamo impostato per il primo turno. L’ho fatto io ma anche tutta la nostra squadra perché non volevamo in alcun modo adagiarsi sugli allori. Non è una partita ancora vinta: domenica si riparte dallo “zero a zero palla al centro”».


Anche per lei il pallino è l’astensionismo: «Bisogna portare a votare i cittadini – spiega al Tirreno – sia quelli sfiduciati dalla politica, sia coloro che per un motivo o per l’altro hanno deciso di non andare al seggio. Mai quanto ora è necessario fare esercizio di democrazia nel bene e nel male. Ho fatto il giro delle frazioni, ho incontrato molte persone, mi sono confrontata, ho fatto quello che si doveva fare».

Il riscontro? Sembra buono: «La maggior parte delle persone sa. C’è una consapevolezza che ogni voto fa la differenza. Il nostro risultato ha sfiorato la vittoria al primo turno ma non si è realizzata a causa di duna divisione con i comunisti che hanno deciso di correre separatamente da noi. Io spero che, in questo senso, quegli elettori possano mettere da parte per un secondo le rivalità e gli elementi che ci hanno portato a separarci, e riescano davvero a comprendere che è necessario fare uno sforzo per evitare che l’altra coalizione possa governare di nuovo la città di Massarosa. Faccio appello dunque alle forze democratiche e che hanno come ispirazione il rispetto della Costituzione».

Un impegno, quello di Barsotti, che non riguarda solo l’appartenenza politica, ma anche la vita dell’individuo: «Se vinco, in consiglio entreranno persone serie, competenti e che dovranno rispettare uno specifico codice etico che dovranno obbligatoriamente firmare. Ogni persona deve sapere il ruolo che va a ricoprire e cosa implica la carica che ricopre. Lo dovranno sottoscrivere tutti: dal sindaco all’ultimo consigliere. Se proprio devo analizzare il risultato elettorale, mi aspettavo un risultato diverso da Stiava, che è anche il mio paese e forse ho dato per scontato. Mi sto concentrando proprio in questi giorni in quelle parti del territorio dove effettivamente sono mancata o dove la mia presenza è stata minore nella prima parte della campagna elettorale».

Diversamente da quanto ha fatto il suo concorrente, Barsotti ancora non ha deciso quale sarà la strada da intraprendere per quanto riguarda la squadra di Governo ma alcuni punti fissi già ce li ha.

«Due punti fermi della mia idea di giunta dovranno essere Damasco Rosi e Lucio Lucchesi – anticipa la candidata – ma per la squadra definitiva dovremo confrontarci soltanto nel momento in cui si realizzi una vittoria. Queste due persone ci saranno: lo hanno chiesto i cittadini, lo hanno dimostrato i voti. Damasco non ha preso i voti ma ha fatto la propria parte politica negli ultimi anni, sempre accanto a me. Sono persone che hanno radici nel territorio, persone rette che hanno sani principi. È questa la stella polare della nostra idea di amministrazione. E se i cittadini ce ne daranno la possibilità, saremo ben lieti di fare il meglio che possiamo per migliorare Massarosa».

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