Viareggio capitale della cultura 2024: la “chiamata” di Del Ghingaro e la corsa contro il tempo

Le parole del sindaco a un convegno: «Un’occasione per tornare comunità». Un invito rivolto a tutti i settori: «Non come la nautica che ha pensato solo a sé»

VIAREGGIO. Una candidatura per Viareggio Capitale della cultura 2024 che al sindaco di Viareggio Giorgio Del Ghingaro è venuta in mente – lo ha spiegato lo stesso primo cittadino partecipando all’evento “LuBeC 2021-Il Pnrr per le città e i borghi: la progettazione culturale per il rilancio e la sostenibilità dei territori” (a cura di Promo PA Fondazione, Immersiva Livorno Srl e Bright Festival) – «quando ci siamo chiesti come si fa ripartire una città, come si rilancia, anche dal punto di vista della coesione, una comunità che è stata disgregata da una serie di difficoltà». Prima fra tutte «il clamoroso dissesto finanziario che ha costretto la città a ripiegarsi su se stessa».

Il motivo di ripartenza «vera», così l’intervento di Del Ghingaro, « è stato che abbiamo avuto la fortuna di mettere da parte un po’ di soldi che ci hanno permesso di progettare la ripartenza utilizzando la nostre risorse. Partendo dalle opere pubbliche, con qualche investimento per un centinaio di migliaia di euro che abbiamo nelle nostre casse comunali». Ma non solo: «Perché», sono ancora le parole del primo cittadino, «si riparte da un progetto culturale vero che tocchi tutti i settori del territorio e della comunità. Dagli edifici culturali con le ristrutturazioni e dalle attività culturali che nel tempo hanno avuto uno sguardo verso il proprio ombelico piuttosto che verso l’Europa e il mondo. Carnevale, pucciniano, la miriade di iniziative che abbiamo sul territorio: il problema è come li mettiamo insieme, come coinvolgiamo tutti quei mondi – come la nautica, per esempio – che non hanno pensato in questi anni allo sviluppo della città, ma solo allo sviluppo di se stessi».


Coinvolgere questi mondi – così l’obiettivo dell’amministrazione Del Ghingaro – così da «lavorare tutti insieme per un unico obiettivo, in un’unica traiettoria di comunità. Questo lavoro e questo obiettivo ci sarà a prescindere dalla candidatura a Capitale della cultura per il 2024».

Rimane senza risposta la domanda posta dal consigliere comunale di minoranza Tiziano Nicoletti (lista “Bonaceto sindaco”): ma “Rosetta”, istituzione culturale che tutto doveva tenere insieme in questo campo nel progetto del sindaco, che fine ha fatto? E ancora: avrà un ruolo nella corsa della città ad aggiudicarsi l’ambita candidatura?



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