Lombardi è il re dei carri piccoli del Carnevale 2021 per nove giurati - La classifica

Il carro di Merkel ne ha convinti solo due. "Uno, nessuno e centomila" si aggiudica il successo grazie anche ai tanti secondi posti

VIAREGGIO. Tutte le quattro costruzioni in gara raccolte nel giro di una ventina di punti precisi. È questo il risultato che ci restituisce lo spoglio delle schede dei giurati dei carri di seconda categoria del Carnevale - anche qui manca una scheda, non sappiamo se annullata o consegnata in bianco alla Fondazione Carnevale. Ricordiamo brevemente come sono stati calcolati i punteggi dei singoli carri: a ogni primo posto dato da un giurato viene assegnato 1, a ogni secondo posto corrisponde un 2, a ogni terzo posto un 3 e così via. Il punteggio più basso (37) lo ha totalizzato Carlo Lombardi, diventando così il nuovo campione della categoria: nel suo caso, quasi la metà dei giurati - nove - ha considerato meritevole della vittoria il suo "Uno, nessuno e centomila" mettendolo davanti a tutti gli altri. Per lui anche due terzi posti e soprattutto cinque secondi, che gli hanno consentito di rimanere basso con il punteggio.

Distanziata di otto lunghezze (45) la coppia formata da Priscilla Borri e Antonino Croci - quest’ultimo, come dichiarato ai giornali, era al suo ultimo carro - che ha ottenuto sei primi posti e soprattutto sette terzi: sia per loro che per il vincitore Lombardi solo tre giurati li hanno piazzati all’ultimo posto. Con sei punti in più (51) chiudono il terzetto di testa i fratelli Massimo Breschi e Alessandro Breschi con "Applausi": i vincitori della prima categoria nell’edizione 2015 fanno incetta di piazzamenti da podio - sei i secondi posti, sette i terzi - a fronte di appena due schede in cui erano considerati il carro più bello. Arrivando all’ultima posizione, occupata da "Europafest" di Marzia Etna e Matteo Lamanuzzi, è soprattutto l’alto numero di quarti posti - nove - a inchiodare i due debuttanti sul fondo della classifica.

Ribadiamo, ancora una volta, quanto sarebbe opportuno che la Fondazione Carnevale rendesse effettivamente pubblici i voti dei singoli giurati, senza fornire in forma anonima il contenuto delle schede. È, ripetiamo, una forma di trasparenza prima di tutto nei confronti di chi è parte in causa, i carristi: ci sono premi in denaro di mezzo, oltre alla tenuta della loro ditta in caso di retrocessione alla categoria inferiore. Non abbinando la scheda al nome di chi l’ha compilata, va da sé, la Fondazione presta il fianco a complotti e dietrologie che non fanno certamente il bene della manifestazione. E ancora: perché non viene detto quali giurati hanno giudicato i carri e quali le mascherate? L’ordine in cui vengono fornite le schede è cronologico - cioè dalla prima all’ultima sfilata - o casuale? Domande a cui sarebbe quantomeno opportuno dare una risposta.

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