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Lombardi si gode il suo riscatto: «Ha vinto il carro non il contorno»

La gioia per la vittoria di Carlo Lombardi e del suo "Uno, nessuno e centomila" nei carri di seconda categoria (foto Paglianti)

La gioia del carrista, neoretrocesso e subito primo. «Decisiva la costruzione, il resto è fumo negli occhi»

VIAREGGIO. Sulle note, classiche ma sempre emozionanti, di “We are the champions” Carlo Lombardi si gode il suo riscatto. Al ritorno in seconda categoria, dopo la retrocessione dell’anno scorso, conquista subito il primo posto. E lo fa con la sua filosofia, com’è giusto. Perché alla fine vittorie e sconfitte hanno un altro sapore, se rimani fedele a te stesso.

“Uno, nessuno e centomila”, omaggio a Luigi Pirandello «ma anche a Kimmy Cantrell, che con le sue maschere rappresenta l’umanità», sottolinea Lombardi, è il manifesto del suo pensiero. Lui la sua maschera se la toglie per mostrare il volto sorridente: un gesto che è un programma.


«Ha vinto il carro, la costruzione: solo questo ha contato e perciò sono felice ed emozionato – dice – Non c’è trucco, non c’è coreografia, non c’è contorno». Perché queste cose, ribadisce il carrista, «sono fumo negli occhi».

Parole destinate a riaprire il dibattito tra chi non disdegna un Carnevale aperto allo spettacolo e alle novità, in particolare le coreografie, e chi preferisce la tradizione. L’essenza della manifestazione che si traduce nella figura principale della costruzione. «Sono particolarmente contento proprio perché ha pagato il nostro spirito», sottolinea Lombardi. Mentre intorno a lui si alza il coro da stadio “Alé Lombardi”, si sprecano gli abbracci e si festeggia un successo che sa molto di rivincita.

Di sicuro “Uno, nessuno e centomila”, piccolo carro pirandelliano, racconta una visione del mondo precisa. Le tante maschere che vengono esibite da un manichino dai connotati non decifrabili sono citazioni artistiche che vanno, appunto, da Cantrell a Giorgio De Chirico. Maschere che sono indossate, sembra dire Lombardi, da persone non in grado di avere un volto. Una personalità. Un tema che può andare bene su tutto: l’attualità, con pochi personaggi degni di nota in questo momento storico. Ma anche il mondo di Lombardi, il Carnevale. Certamente la sua scelta di far sfilare il carro senza nient’altro intorno è stata apprezzata dalla giuria. Che, viceversa, ha punito il carro con la coreografia più animata e spettacolare: “Europafest”, di Marzia Etna e Matteo Lamanuzzi, finito all’ultimo posto tra i quattro carri piccoli. I “bavaresi” che accompagnavano il carro di omaggio ad Angela Merkel, con la loro energia e il loro entusiasmo, erano apprezzati dal pubblico. Ma è evidente che non è bastato per convincere la giuria.

Piazza d’onore per “Be the change”, la Rita Levi Montalcini di Priscilla Borri e Antonino Croci: un messaggio che non si può non apprezzare, quello della scienza che si fa maestra grazie a una donna straordinaria. Messaggio che certamente ha convinto assieme alla sottile, ma determinata figura della signora della medicina.

Terzo posto per “Applausi” di Massimo Breschi e Alessandro Breschi, che aveva puntato sulla celebrazione della battaglia contro la pandemia, di cui è assoluto protagonista il pagliaccio, personaggio classico del Carnevale e perciò molto amato dai tradizionalisti. Un pagliaccio che spunta dai balconi simbolo del lockdown e che sembra impersonare lo spirito viareggino di rivincita.

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