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La delusione di Vannucci: «Risultato scandaloso»

Al secondo posto la famiglia Lebigre.Roger "Democrisia" (foto Paglianti)

Il figlio di Bocco: «Accetto le decisioni perché rispetto i miei colleghi». L’ironia dei Lebigre: «Noi secondi? Una vecchia tradizione che ritorna» 

VIAREGGIO. «Siamo tornati alle vecchie tradizioni, quelle che ci vedono arrivare sempre secondi». Lo dice ridendo Benjamin Lebigre: nelle sue parole non c’è alcuna polemica per il secondo posto di “Democrisia”, il carro realizzato assieme a mamma Corinne Roger e ai fratelli maggiori Elodie e Sebastian. «Ma quale delusione, abbiamo fatto festa fino a ora…». Accanto a lui Sebastian annuisce: «Rispetto all’anno passato la gara era molto più aperta, c’erano tantissimi carri belli. È chiaro che la speranza è l’ultima a morire, ma siamo contenti lo stesso. E ora scusatemi, ma vado a congratularmi con Luca Bertozzi per la sua vittoria». Non si discosta dal pensiero dei suoi fratellini più piccoli Elodie: «A un certo punto ci abbiamo sperato, in tanti ci davano per primi, bissare la vittoria di un anno fa era possibile. Ora speriamo solo di rompere con la cabala che ci vuole vincitori ogni otto anni: mi sono fatta portare da Napoli un corno portafortuna, ne voglio uno più grande», chiosa ridendo.

«Non parlo», è il commento laconico di Stefano Cinquini, arrivato terzo assieme al fratello Umberto, al nipote Michele e alla cognata Silvia Cirri.


Siamo passati anche da Fabrizio Galli, fermatosi col carro a breve distanza da quello di Luca Bertozzi, ma ci hanno detto che non era più nei paraggi: comprensibile la rabbia per il penultimo posto dopo l’ultima posizione dell’anno passato.

Altro grande deluso è Roberto Vannucci, solamente settimo con “Vita” che a detta di molti era tra i papabili alla vittoria: «È un verdetto scandaloso. Chiaramente sono amareggiato. Rispetto la classifica perché rispetto i miei colleghi. Penso di aver fatto un grandissimo carro, ma evidentemente non è piaciuto alla giuria. C’è tanta amarezza, non lo nego, lavori tanto per poi arrivare a questi punti». Ma, come insegna il significato della sua stessa costruzione, «la vita va avanti. Diciamo che ho affrontato tutti e quattro i temi del carro. Ci ho messo tanto amore, ho provato tanto dolore, pure paura e gioia allo stesso tempo. È andata così, c’è poco da fare: adesso aspettiamo le valutazioni dei singoli giurati, per essere arrivato settimo vuol dire che in tanti mi hanno dato l’ultimo posto. Ma va bene così, andiamo avanti».

«Ormai siamo abbonati al quarto posto – è il commento di Jacopo Allegrucci –: però credevo di arrivare almeno sul podio. Avevo portato un tema forte e importante e non sempre si è visto muoversi un mascherone così grande. Credo non ci mancasse davvero niente per arrivare tra i primi tre».

Chi si aspettava di arrivare a metà classifica, invece, è Luigi Bonetti: «Per quello che posso vedere sono obiettivo e consapevole di quelli che possono essere i miei limiti. Per due mesi mi sono ritrovato senza saldatore, avrei potuto e voluto fare dei movimenti diversi. Però la mia non è una polemica né un tentativo di cercare alibi. Anzi, c’erano quattro o cinque carri che potevano vincere e sicuramente quello di Vannucci non era da settimo posto: io mi ero immaginato di arrivare quinto o sesto». Solo che lunedì bisognerà già essere sul pezzo in Cittadella: mancano appena quattro mesi alle prossime sfilate. «Ecco, appunto, porca di quella… Scrivilo pure». .

Simone Pierotti

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