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Fulmini sul Carnevale: interrotto il secondo corso. Ma la vera bufera è per l’allerta ignorata

Viareggio, la Fondazione fa uscire i carri ma non le mascherate. Dopo 43 minuti di corso, sui viali a mare si scatena il finimondo

VIAREGGIO. Quarantatré minuti. E’ quanto è durato il secondo corso mascherato andato in scena ieri pomeriggio sui viali a mare. Poco meno di tre quarti d’ora – dalle 16 alle 16,43: quasi certamente un record, almeno nella storia recente del Carnevale di Viareggio – prima che sulla città si abbattesse un violento temporale capace di provocare un fuggi fuggi generale prima dalle tribune e poi dal circuito. Costringendo la Fondazione Carnevale ad interrompere bruscamente la sfilata.

Questa volta, però, non si può certo parlare di un evento improvviso. E, soprattutto, inatteso. Già da venerdì le previsioni meteo parlavano infatti di una perturbazione in arrivo sulla città e, più in generale, su tutta la costa settentrionale. Ma a gettare benzina sul fuoco delle polemiche è stata soprattutto l’allerta meteo diramata nella tarda mattinata di sabato dalla Protezione civile della Regione Toscana. Che, sia pure di colore giallo (il gradino più basso nella scala di allerta), annunciava pioggia e temporali. Allerta che, sottolineano in molti, è stata ignorata. O, comunque, non presa in adeguata considerazione.

Che quella di ieri non sarebbe stata una giornata facile lo si era capito in verità fin dalla vigilia. Dopo l’allerta meteo della Regione, infatti, si sono susseguite riunioni e incontri per decidere il da farsi. E alle 18, proprio alla luce dei bollettini meteo, la Fondazione Carnevale – tramite un whatsapp – ha annunciato ai mascheratisti (di gruppo e isolati) che il giorno successivo non sarebbero sfilati. Una decisione tenuta nascosta (nessuna comunicazione del forfait è stata data agli organi di informazione) ma che di fatto aveva già almeno parzialmente azzoppato la seconda sfilata.


Ieri pomeriggio si è consumato il resto. La mattinata e il primissimo pomeriggio sono filati via relativamente lisci, con qualche rovescio di pioggia ma senza particolare intensità. Tanto che i carri – lasciata la Cittadella – hanno raggiunto senza problemi il circuito sui viali a mare. Alle 16, con il cielo completamente coperto ma ancora senza pioggia, sono stati esplosi i tre colpi di cannone che hanno dato il via alla sfilata. Poi, pochi minuti dopo le 16,30, da nord sono cominciati ad arrivate i primi nuvoloni carichi di pioggia. Pochi istanti più tardi si è alzato anche un vento foriero di burrasca e sulle tribune di piazza Mazzini è iniziato un fuggi-fuggi generale che le ha svuotate in un amen. Alle 16,43 – con le raffiche sempre più forti e i primi scrosci d’acqua – dagli altoparlanti lungo la Passeggiata è stato dato ordine ai carristi di fermare musica e movimenti. E da quel momento il corso mascherato non è più ripartito, con i carri che si sono rapidamente incolonnati verso la Cittadella per limitare il più possibile i danni (una conta precisa sarà possibile soltanto oggi, anche se fortunatamente non si registrano problemi gravi).

Come accade in questi casi, chi è in possesso del biglietto cumulativo non potrà chiedere alcun rimborso. Rimborso che invece sarà correttamente concesso (nonostante non fosse obbligatorio, visto che lo spettacolo è iniziato e almeno in parte si è svolto) a coloro che hanno acquistato il biglietto giornaliero. Questi ultimi potranno scegliere fra la restituzione del denaro oppure la permuta del biglietto di ieri con quello di uno dei prossimi corsi mascherati (2, 3 e 9 ottobre).

Anche se una decisione definitiva sarà presa soltanto nelle prossime ore, sembra invece molto improbabile che la sfilata interrotta ieri possa essere recuperata. L’unica opzione sarebbe quella di bissare anche nel weekend del 9 e 10 ottobre la “doppietta” del prossimo fine settimana. Ma questa sembra essere una ipotesi abbastanza remota.

La giornata di ieri non avrà invece alcun effetto sulle classifiche finali dei carri. Le giurie, infatti, non hanno votato. Si prospetta dunque un verdetto che si baserà soltanto su quattro corsi. Salvo, appunto, che non si decida di recuperare quello interrotto ieri.

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