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Il pronto soccorso perde cinque medici

Il Versilia

Se ne vanno tutti nel giro di poche settimane: la maggior parte sono giovani. Il sindacato Fials: «Estate massacrante»

VIAREGGIO. Medici in fuga dal pronto soccorso dell’ospedale Versilia. Nel giro di poche settimane se ne vanno in cinque: tre hanno già lasciato, un altro saluterà il reparto a fine mese. Mentre un quinto medico va in pensione.

La notizia, rivelata da Fratelli d’Italia che ha chiesto un’audizione sul tema in consiglio regionale dopo aver parlato con l’Ordine dei medici di Lucca, viene rilanciata dal sindacato Fials. E nel mirino finisce il lavoro in medicina d’urgenza. Definito da Daniele Soddu, segretario del Fials, «massacrante e non più sostenibile per il personale del pronto soccorso». Che adesso rischia di andare in difficoltà seria in autunno: cinque medici sono un quarto dell’organico a disposizione.


Secondo quanto si è potuto apprendere, i medici che lasciano sono quasi tutti giovani che avevano iniziato a lavorare nel pronto soccorso versiliese per la formazione post-laurea. È un progetto che aveva riscontrato successo, quello di Regione e Asl, con iniezione di personale fresco e voglioso di cominciare la professione sul terreno più complicato: la medicina d’urgenza, prima linea dell’ospedale. Naturalmente con i colleghi più esperti a fare da tutor.

A quanto pare, però, l’esperienza è stata molto tosta. Il pronto soccorso ha dovuto fare i conti in un colpo solo con la pandemia Covid e con un’estate che ha portato una valanga di presenze in Versilia. Gli accessi giornalieri sono schizzati verso l’alto: solo nella prima quindicina di giugno sono stati visitati 2.800 pazienti, di cui oltre 600 in un fine settimana. Fatto sta che questi neolaureati hanno preferito chiudere in anticipo l’esperienza al Versilia, scegliendo altri incarichi e specializzazioni diverse da un mestiere che, oggettivamente, è stressante. Al punto da provare profondamente anche chi, in teoria, dovrebbe avere riserve di energia quasi infinite.

Con queste cinque defezioni il periodo autunno-inverno, tradizionalmente complicato per virus influenzali, parainfluenzali e ora anche Covid, potrebbe rivelarsi più complicato del previsto. Mettendo a rischio il livello di qualità del servizio.

«È chiaro – dice Soddu – che quando si riduce all’osso il personale a disposizione ci possono essere ripercussioni sui servizi. La situazione del pronto soccorso, provato da turni lunghissimi e vuoti in organico mai colmati, è la stessa di altri reparti dell’ospedale Versilia. Non sono arrivati i rinforzi estivi, lì come altrove. Per esempio nell’area medica, dove si chiede un superlavoro perché non ci sono rinforzi. Abbiamo stimato – prosegue Soddu – che, tra ospedale e distretti sul territorio, in Versilia mancano infermieri e operatori sociosanitari in un numero complessivo di circa 100 unità. È impensabile che si possa andare avanti così. Anche perché i medici e infermieri che si trovano a lavorare in queste condizioni possono decidere di andarsene per andare nel settore privato. È successo e sta succedendo».

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