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Carnevale, Marcucci: «Ripartire, che emozione. Una scommessa vinta grazie ai carri»

La presidente della Fondazione Marialina Marcucci

La presidente: «Pentita di qualcosa? Dei colpi di cannone registrati. Domenica torneranno a essere quelli veri»

VIAREGGIO. Forse il messaggio che più le ha fatto piacere è arrivato non appena conclusa la diretta del corso mascherato su Raitre. Mittente: Giovanna Barbiero Bonaventura, presidente del Carnevale di Venezia. Testo: “Grazie! Avete sfilato anche per noi”. Già, perché se una scommessa Marialina Marcucci può dire di averla vinta fin dalla sfilata inaugurale è proprio quella di aver trasformato Viareggio nel simbolo della ripartenza dei Carnevali d’Italia. Ma per la numero uno della Fondazione sono tanti i motivi di soddisfazione e di orgoglio dopo il sabato d’esordio di questa tormentata edizione 2021. Senza per questo nascondere le mille problematicità di una manifestazione che per sua natura fa a pugni con le restrizioni imposte dall’emergenza coronavirus.

Presidente Marcucci, la prima è andata. Soddisfatta del risultato?


«Devo dire che quando sabato sera insieme a tutto lo staff della Fondazione ci siamo ritrovati in Cittadella al termine del primo corso mascherato eravamo tutti presi dall’entusiasmo. Non perché tutto sia andato alla perfezione: dei problemi e degli accorgimenti da adottare in occasione delle prossime sfilate ne parleremo a freddo nei prossimi giorni insieme a tutti i nostri collaboratori. Ma era importante ripartire, dare un segnale, una spinta di fiducia. Non era assolutamente scontato che questo accadesse. E io credo che questo miracolo alla fine ci sia stato. L’ho letto nei volti degli spettatori seduti sulle tribune o da terra: tutti erano emozionati, rapiti dalla bellezza dello spettacolo dei carri. Nessuno si è annoiato. Nessuno si è distratto. Che fossero adulti o bambini. Certo, quello che stiamo vivendo è un Carnevale diverso da tutti gli altri e non poteva essere altrimenti. Ma in qualche modo è stato un po’ come metterci a nudo: i viali a mare senza pubblico in piedi hanno concentrato l’attenzione di tutti solo e soltanto sullo spettacolo. Ne poteva venir fuori una carnevalata e invece è andato in scena il Carnevale di Viareggio. Ritengo che l’esame sia stato superato appieno».

Giovedì e venerdì con la pioggia, domenica con il vento e solo sabato con il sole: non si può dire che non sia mancata anche una buona dose di fortuna.

«E anche quella ci vuole, ci mancherebbe. Anzi, è una delle componenti fondamentali per la buona riuscita di una manifestazione… Venerdì notte, quando dalle finestre sentivo tuonare e piovere, ho sperato con tutto il cuore che il tempo si sfogasse in quelle ore. Vuoi anche per la concomitanza della diretta Rai con la prima sfilata, era ancor più importante che il tempo non rovinasse tutto. È andata bene. Sì, siamo stati anche fortunati».

Primo corso vuol dire anche prima uscita dei carri. Che ne dice della qualità delle costruzioni che sono sfilate?

«Dai carri grandi e giù giù fino alle maschere isolate, le ho trovate tutte fantastiche. Ritengo che lo spettacolo sia stato semplicemente meraviglioso. Non so se questo entusiasmo che ho provato è dovuto anche alla lunga attesa che abbiamo vissuto, ma sono davvero soddisfatta del risultato dei nostri maestri. Un giudizio che credo non sia soltanto mio: girando per il corso mascherato ho notato che il pubblico, sia i viareggini che i turisti venuti da fuori, erano rapiti dalla bellezza dei carri. Ma anche dallo spettacolo dei figuranti a terra che, proprio a causa delle condizioni particolari in cui siamo dovuti sfilare, sono state maggiormente apprezzate».

Oltre alle polemiche della vigilia, ci sono state anche delle cose che non sono andate. C’è una cosa che cambierete fin dal prossimo corso di domenica?

«Ripeto, di ciò che non ha funzionato ne parleremo con calma ad inizio settimana e cercheremo di adottare delle contromisure. C’è però una cosa di cui sono pentita e che fin da ora anticipo che sarà cambiata: lo scoppio dei colpi di cannone a inizio e fine corso. Per non interdire uno spazio seppur ridotto di spiaggia ai balneari abbiamo deciso di utilizzare dei colpi di cannone preregistrati. Ecco, questo non si ripeterà. E già da domenica i colpi di cannone saranno quelli veri esplosi dalla spiaggia».

Al di là dell’incomprensibile segreto che avete deciso di mantenere sui numeri dei cumulativi restituiti e dunque dei nuovi biglietti disponibili, c’è un segnale però che non si può non sottolineare. Malgrado il numero di ingressi legati ad una capienza ridotta ad appena 5000 persone, la prima sfilata non ha fatto registrare quel tutto esaurito che era lecito attendersi. Come legge questo dato?

«I biglietti non venduti sono sull’ordine dei 100-200. I pochi rimasti sono anche il risultato di una scelta di super cautela che abbiamo fatto per mantenere delle scorte che potessero servire ad alberghi, ristoranti e stabilimenti balneari in caso di richieste last minute. Poi è altrettanto vero che domenica non c’è stato quell’assalto finale alle casse che forse ci aspettavamo. Per quello che riguarda i cumulativi restituiti, invece, daremo tutti i numeri alla fine della manifestazione, quando faremo i conti finali».

A proposito di conti finali. Di sicuro il bilancio si chiuderà sensibilmente in rosso. Avete già fatto una prima proiezione di quanto sarà il disavanzo?

«È evidente che con la limitazione della capienza a 5000 spettatori non potremo neppure immaginare gli incassi degli anni passati. Per capire quanto dolorose saranno le ferite, aspettiamo di chiudere i conti a fine manifestazione, magari sperando in un ampliamento della capienza almeno per l’ultimo corso. Naturalmente abbiamo già fatto delle proiezioni di massima, ma sui conti è bene essere precisi. Poi vedremo come potrà essere ripianato il disavanzo...»

Il Carnevale di fine estate è stata una necessità legata alla pandemia. Il sindaco Del Ghingaro, però, ha dichiarato di essere disposto a valutare la possibilità di ripetere questo esperimento anche in futuro. Lei che ne pensa?

«In astratto l’idea di un Carnevale in costume da bagno stile Rio de Janeiro ispira indubbiamente fascino e sensualità. Tuttavia io resto convinta che il Carnevale sia a febbraio. Lo dico pensando alla tradizione, ma anche all’economia della città. Per Viareggio, Carnevale è un fantastico momento di risveglio turistico ed economico nel pieno dell’inverno. Lo è ormai da quasi duecento anni, credo che debba rimanerlo ancora».

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