Il caso edilizia: pratiche pronte ma il dirigente non le firma

Fantoni (Forza Italia): «Saltano compravendite e ristrutturazioni. Così non può andare avanti»

Donatella Francesconi

viareggio. La domanda è generalizzata tra geometri, periti, agenti immobiliari e uffici legali: che sta accadendo alle pratiche edilizie negli uffici del Municipio viareggino? A sollevare nuovamente il caso è Vittorio Fantoni, coordinatore comunale di Forza Italia, ma anche agente immobiliare. «È tutto fermo, tutto bloccato», racconta Fantoni al Tirreno: «E non si può andare avanti così, perché il fatto che le pratiche non vengano licenziate dal dirigente finisce per bloccare un intero sistema cittadino che ruota intorno all’edilizia». Già nel corso dell’estate Fantoni aveva denunciato cosa stava accadendo: «I tecnici del settore edilizia privata sono veloci e le pratiche vengono istruite e definite», prosegue il coordinatore di Forza Italia, «ma al momento che devono essere licenziate dal dirigente tutto si blocca». In un momento in cui – impossibile non sottolinearlo – il mercato del mattone, ristrutturazioni comprese, ha avuto uno scossa grazie alle misure assunte dal Governo. Ma, appunto, non c’è bonus che tenga se l’edificio ha difformità da sanare.


Il dirigente il questione è l’architetto Stefano Modena, arrivato a Viareggio da Capannori nel gennaio di quest’anno. In un primo momento – così è la testimonianza dei professionisti privati che si trovano ad avere pratiche in corso con il Comune di Viareggio – lo stesso dirigente avrebbe avuto un problema con la firma elettronica scaduta, da rinnovare. Problema che, però, dovrebbe essere ormai ampiamente superato e risolto.

«Abbiamo ritardi incomprensibili», spiega al Tirreno il perito edile/industriale Diego Malfatti, «nel rilascio di pratiche che non vengono firmate. Tutto scorre fino a quando non si arriva alla firma del dirigente, dove si crea una sorta di “collo d’oca”». Una «lentezza» di pratiche già definite, che sono arrivate in fondo all’iter previsto, ma che non finiscono nelle mani dei tecnici che assistono chi deve acquistare, vendere, ristrutturale le abitazioni. «Sembra di essere tornati agli anni Ottanta», aggiunge malfatti che continua: «Io sto aspettando da 25 giorni che mi venga rilasciata una pratica per la quale ho già effettuato il pagamento del dovuto relativamente a una sanatoria». Ritardi che finiscono per coinvolgere anche tutto il mercato degli artigiani chiamati a intervenire ogni volta che una abitazione passa di mano, con appuntamenti che saltano o devono essere rinviati via via, ingarbugliando le agende di tutti.

C’è anche chi, di fronte a questo quadro inspiegabilmente complicato proprio in dirittura d’arrivo delle pratiche, ha deciso di ricorrere al sostegno di un legale. «Ho scritto al Comune», racconta l’avvocato Debora Di Nero (Foro di Lucca), «sollecitando le risposte attese dai miei clienti e ho sollecitato risposte, specificando che ci sono delle situazioni in cui è possibile che compravendite saltino. Per avere una pratica edilizia definita servono circa sei mesi».

Oggi stesso l’avvocato Di Nero tornerà a interpellare il Comune di Viareggio «per avere un appuntamento e capire così cosa sta accadendo». Visto che alle comunicazioni fin qui inviate, l’unica risposta ricevuta è che «le pratiche sono state messe all’attenzione del dirigente».

Così che, insomma, si ritorna al “via” come in un brutto Gioco dell’oca pieno di “inciampi” in una città che del mattone ha fatto – storicamente – una delle attività economiche essenziali.

Una soluzione dovrà pu essere trovata, prima che qualcuno decida di chiedere i danni all’Ente pubblico per qualche operazione importante che potrebbe venire meno a causa dei ritardi nel chiudere le pratiche.

Richieste di danni che finirebbero, inevitabilmente, per gravare sui cittadini tutti. Provocando un doppio danno alla collettività che nella pubblica amministrazione deve poter trovare risposte adeguate e in tempi certi.

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