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Fappani resterà chiuso anche domenica

Il titolare Bergamini: «Nessuna protesta, la nostra è un’esigenza. Non possiamo permetterci di lavorare con pochi clienti»

VIAREGGIO. Se qualcuno si aspetta dei ripensamenti da Oreste Bergamini, titolare del bar Fappani e presidente del Centro commerciale naturale della Passeggiata, al momento è destinato a rimanere deluso. Il locale simbolo, quello che guarda le tribune di piazza Mazzini, è stato chiuso il giorno del primo corso e lo sarà anche nel secondo. Mentre ieri era regolarmente in servizio.

«Sì, saremo chiusi anche domenica. Ma la nostra non è una protesta contro il Carnevale - dice Bergamini - Si tratta di un’esigenza. Non possiamo permetterci di rimanere aperti con pochi clienti. Abbiamo bisogno di lavorare a pieno regime, come abbiamo fatto oggi (ieri, ndr). Veniamo da mesi di difficoltà per la pandemia e non c’è da buttare via nulla».

I commercianti che contestano il Carnevale fuori stagione lo hanno detto e ribadito: le sfilate portano via incassi in un momento in cui se ne potrebbero fare ancora molti. Il diavolo ci ha messo la coda, facendo sparire le nuvole mentre i negozianti facevano il conto di quanto avrebbero potuto raccogliere in un sabato ancora estivo. Tra le chat corrono le foto, una delle quali pubblicata ieri dal Tirreno, che testimoniano - secondo gli esercenti - il flop del Carnevale settembrino: ristoratori che giocano a carte nell’ora del pranzo, Passeggiata semideserta. E, per sorridere ma fino a un certo punto, assenza di code nei bar anche per... andare al bagno. Che è una delle immagini simbolo, bene o male, del pienone nei giorni dei corsi.

Il ragionamento di Bergamini è identico. Spiega che preferisce aprire il martedì, giorno tradizionale di chiusura di Fappani, piuttosto che in uno dei giorni delle sfilate. «La differenza di guadagno è comunque netta: c’è un rapporto di 5 a 1», assicura il presidente dei commercianti della Passeggiata. Che dice di non voler più tornare sul Carnevale: «Ciò che pensiamo è chiaro, non mi sembra il caso di tornarci su. I risultati di queste scelte, fatte ignorando completamente le nostre richieste, sono sotto gli occhi di tutti».

Fatto sta che l’immagine di Fappani chiuso - a cui hanno fatto seguito molti negozi all’interno del circuito - ha scatenato un putiferio. La città si divide sull’opportunità di una scelta simile e anche nella stessa Passeggiata ci sono voci contrastanti. Nomi conosciutissimi e di riferimento, come la pasticceria Fauzia e la pizzeria Rusticanella, sono sul versante opposto rispetto ai colleghi: per loro il Carnevale va sostenuto in qualsiasi modo, anche in versione ridotta, perché è un modo per sostenere la città. Un supporto, si spiega, che deve fare buon viso a cattivo gioco, in riferimento ai mancati incassi nei giorni dei corsi. Un attaccamento di bandiera a cui molti viareggini carnevalari guardano con simpatia. Ma i commercianti che contestano hanno, dalla loro, una leva che non avevano in passato: una manifestazione calata in un momento della stagione, e in un periodo storico, molto delicato. Loro sono arrabbiati perché non si è tenuto conto di questo, nell’organizzazione del Carnevale. Anzi: come dicono le associazioni di categoria, delle esigenze dei commercianti non si è tenuto conto per niente.

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