Contenuto riservato agli abbonati

Canevale, due ex presidenti e una sola voce: «Un esperimento da non ripetersi»

Alessandro Santini e Stefano Pasquinucci

Santini e Pasquinucci d’accordo nel sostenere che un Carnevale “ordinato” non è quello dei viareggini

VIAREGGIO. Il giorno dopo il primo Corso mascherato ai tempi del virus, l’attenzione è tutta sulla parole del sindaco Giorgio Del Ghingaro che sulla propria pagina Facebook ha parlato di «Carnevale alla rovescia, ordinato, programmato, responsabile, ma sempre affascinante». Parole che non sono sfuggite a due ex presidenti della Fondazione Carnevale, Alessandro Santini e Stefano Pasquinucci. Il primo al proprio posto nella “Squadra Corsi” della Fondazione Carnevale; il secondo rimasto a casa, davanti alla diretta Rai. «Siamo fuori dal mondo se si vuol dire che questo è il Carnevale», sono le parole di Pasquinucci. Il quale aggiunge: «Senza il pubblico il Carnevale non ha alcun senso. E il rischio è che, poi, a qualcuno possa piacere il Carnevale senza partecipazione», Insomma, Pasquinucci è netto, «il Carnevale “ordinato” è la fine del Carnevale».

La posizione di Santini è più possibilista, soprattutto visto lo sforzo messo in campo, ma le sue parole sono altrettanto chiare: «Questo non è il nostro Carnevale. È stato un esperimento da non ripetersi».


C’è un’immagine-simbolo della sfilata di sabato che Pasquinucci mette in evidenza: «Le sedie sulla Passeggiata, quelle sedie che ieri erano elemento di socializzazione e oggi sono diventate strumento di esclusione. La sedia è il simbolo di un Carnevale Universale, ma al tempo stesso inusuale. Perché il nostro Carnevale è un palcoscenico sul quale partecipare e così, invece, non si è potuto. Ho visto cose bellissime, durante la sfilata, che però non hanno quel valore che avrebbero in mezzo alla partecipazione, all’allegria».

Santini, ex presidente più “politico” di quanto non lo sia stato Pasquinucci, non ha dubbi: «Dovevamo farlo, in attesa del nuovo Carnevale del prossimo febbraio e nella speranza che la manifestazione si possa tenere. Ho avuto un’ottima impressione dal circuito che ha portato spunti nuovi per il futuro: la tribuna lato mare, per esempio, è straordinaria. Andrebbe montata lato piazza Mazzini».

Ma c’è una elemento che a Santini sta a cuore: «Reputo una sciocchezza che da Roma abbiano imposto 5mila posti seduti al Carnevale. Anche considerando che Lucca Comics, al momento, ha il permesso per massimo 20mila persone. È vero che sono due categorie diverse di spettacolo: Lucca Comics è classificato come mercato dal punto di vista della sicurezza, mentre il Carnevale di Viareggio come Luna Par. Mi immedesimo nella presidente Marcucci, oggi, e comprendo la difficoltà che sta passando. Credo che potesse essere possibile tentare di chiedere a Roma una modifica delle regole: ma i deputati locali avrebbero dovuto muoversi prima».

Per permettere di ampliare la platea di partecipanti a quella «sfilata», per dirla ancora con le parole di Pasquinucci, «andata in scena al posto del Carnevale la cui genesi ed identità non possono che avere una collocazione temporale tra Natale e Pasqua. Una “sfilata straordinaria” che, in quanto tale, ci auguriamo non debba ripetersi in futuro. Con la speranza che già dal febbraio prossimo spariscano le sedie, permettendo così alle persone, senza limiti di sorta, di tornare a “muoversi tra i movimenti di grandi opere in movimento”», conclude Pasquinucci.

Santini si toglie un ultimo “sassolino” dalle scarpe che hanno accompagnato i passi durante la sfilata: «Tanti si aspettavano i fuochi di artificio che non ci sono stati. Nella stessa provincia, però, la Prefettura permette i fuochi sul pontile di Pietrasanta, spettacolari, e non a Viareggio. Così non va».

© RIPRODUZIONE RISERVATA