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Fiamme nel palazzo: «Siamo vivi per miracolo»

i coniugi rimasti lievemente intossicati e le condizioni dell’immobile dopo lo spegnimento del rogo

Marina di Pietrasanta: moglie e marito lievemente intossicati, il loro gatto è rimasto intrappolato

PIETRASANTA. L’incendio nel palazzo, dopo due ore di lavoro dei vigili del fuoco, è stato spento. La famiglia Cozzolino ha perso tutto nel rogo, divampato alle due della notte tra sabato e domenica, mentre vegliavano Francesco Cozzolino, morto a 82 anni: scendono lacrime, che si aggiungono a quelle per la perdita di un familiare. Grande è la disperazione delle famiglie evacuate, del figlio di Almarosa Santucci, 80 anni, ricoverata in prognosi riservata al centro grandi ustionati di Cisanello. È stata una notte di terrore per queste famiglie, fuggite da casa per le fiamme. Poi hanno atteso l’alba di una lunga domenica, con la speranza che i loro alloggi non fossero inagibili.

«Siamo vivi per miracolo, io e mio marito». Ha le lacrime agli occhi Gioia Amadei, pensionata, quando la incontriamo nel giardino del condominio, durante la visita del sindaco.


«Chissà cosa sarà rimasto nel nostro appartamento – si sfoga la donna che abita al terzo piano – Cosa sarà successo? Cosa avrà causato l’incendio? Ce lo chiediamo anche noi. Nella fretta di metterci in salvo abbiamo perso il nostro gatto, Ettore. Era la mia vita, aveva 12 anni. Ho chiesto ai vigili del fuoco di andare a controllare. Il gatto è morto nel fuoco. C’erano scoppi, fumo dappertutto, non si capiva più niente. Quando mi sono affacciata dopo che avevo sentito gridare “Aiuto, aiuto” c’erano le fiamme alte al terrazzo, è stato spaventoso, non ci posso pensare». La pensionata e il marito, Iginio Tartaglia, 73 anni, durante i soccorsi hanno respirato il fumo che si è sprigionato dall’incendio. Entrambi sono stati trasportati al pronto soccorso dell’ospedale Versilia per accertamenti. Subito dopo sono stati dimessi, ma la paura ha lasciato il segno. «Non doveva succedere – si sfoga la donna – già un mese e mezzo fa ci siamo trovati con il fuoco nel palazzo e sempre dallo stesso appartamento».

Due situazioni completamente diverse. L’altra notte il fuoco potrebbe anche essere partito da una luce rimasta accesa durante la veglia funebre o da una candela.

Il primo incendio invece era stato causato da una distrazione, una pentola rimasta sul fuoco troppo a lungo. «Non doveva succedere», ribadisce un’altra abitante del palazzo, mentre sindaco e assessore cercano di tranquillizzare le famiglie evacuate, dopo che le loro case sono state dichiarate temporaneamente inagibili.

Fin da ieri mattina in via Ficalucci sono arrivati tecnici e funzionari di Erp per capire come affrontare la situazione. Sull’incendio è stata aperta un’indagine. I carabinieri di Pietrasanta e della compagnia di Viareggio attendono l’esito degli accertamenti di polizia giudiziaria di competenza dei vigili del fuoco. L’appartamento da cui è partito il rogo non è stato sequestrato e questa mattina ci sarà un nuovo sopralluogo.

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