Anziano in attesa da un mese del materassino antidecubito. «E a mio zio è arrivato dopo che era già morto»

Il punto dove prima si ritiravano protesi e ausili sanitari al Versilia

Viareggi, altra storia di disservizio per la nuova procedura di fornitura di ausili e protesi. Ecco il racconto di Mauro Pieri

VIAREGGIO. Un anziano in attesa da un mese del materassino anti-decubito. Un altro che lo aspetta, assieme al letto ortopedico con sollevatore, ma riceve tutto solo tre giorni dopo essere morto. Accade nella stessa famiglia, quella di Mauro Pieri. Ed è l’ennesima storia di disservizi legati al cambio di procedura deciso dall’Asl per la consegna di protesi e ausili sanitari. Carrozzine, stampelle, deambulatori, letti ortopedici, e così via: materiale che serve a disabili e persone che vivono su un letto. Sempre più difficili da ottenere, dopo che è stata decisa la chiusura del servizio di consegna diretta tramite magazzino all’ospedale Versilia. Una decisione che, ad oggi, ha sconfessato totalmente l’intenzione dell’Asl di migliorare e velocizzare la procedura.

Mauro Pieri, residente a Tonfano, non sa più a che santo votarsi: «Sto battagliando per avere cose che fino a poco tempo fa erano automatiche. Oggi ci sono mille complicazioni. Ma non si può pensare che la sanità migliori se si toglie un servizio e si rende la vita impossibile alle persone». L’anziano che aspetta il materassino anti-decubito da un mese è il padre di Mauro: «Lui vive a Sant’Anna, ha oltre 80 anni e da tempo è costretto a stare su un letto – racconta Pieri – Il materassino è fondamentale, come un medicinale. Non si può pensare che stia senza per più di qualche giorno: si formano le piaghe. Io, avuta l’impegnativa, ho fatto subito richiesta il 12 agosto con la mail, come indicato dall’Asl. In questo mese, l’unico riscontro che ho avuto è stata una telefonata, credo dal Versilia, dove mi si spiegava che non mi poteva essere fornito un nuovo materassino. Me lo avrebbero riparato, hanno detto. Poi più nulla».


Mauro Pieri, non ricevendo risposta, ha deciso di comprarsi da solo il materassino: «Non potevo aspettare ancora, ho tagliato la testa al toro e ho speso i 38 euro necessari. La cosa sconcertante è che a mio zio è successa la stessa cosa. Aspettava un letto ortopedico con sollevatore e materassino anti-decubito, ma quando siamo riusciti ad avere un’idea della data di consegna mio zio era già morto». Il problema nasce dal cambio di gestione del servizio ausili e protesi, che Il Tirreno anticipò già nel dicembre del 2019. L’arrivo del Covid ha rallentato l’operazione, ma alla fine c’è stato il cambio di appalto e si è deciso di non consegnare più direttamente il materiale, preferendo un invio a domicilio. Il problema è che i tempi di queste forniture sono eccessivi e la procedura si sta rivelando ben più farraginosa del semplice invio di una mail, che in teoria dovrebbe velocizzare l’operazione. All’utente, infatti, arriva l’autorizzazione per posta prioritaria e poi viene stabilito il giorno di consegna a casa. L’Asl, preso atto di questo caos, ha promesso di intervenire.

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