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Carnevale di Viareggio, commercianti e balneari in ansia: «Noi danneggiati, fate chiarezza»

Il montaggio delle tribune in piazza Mazzini

Green pass per chi lavora in Passeggiata: lunedì incontro con le categorie. C’è chi minaccia di chiudere

VIAREGGIO. Commercianti e balneari, chi più chi meno, sono poco entusiasti del Carnevale che va a cominciare. Ogni giorno che passa, questo sentimento è ancora più evidente. E a nulla, almeno per ora, sono servite le indicazioni fornite da Comune e Fondazione Carnevale sui protocolli di sicurezza in occasione dei corsi.

L’ultima novità, che prevede l’obbligo di Green pass per chi sarà al lavoro nelle attività della Passeggiata nei giorni delle sfilate, è considerata la goccia finale sul vaso che trabocca di malumore. Secondo quanto si è potuto apprendere, il Comune sta lavorando su un’ordinanza che, oltre a chiarire cosa si può fare, prevederebbe una deroga proprio sulla questione del Green pass chiesto ai lavoratori della Passeggiata. Lunedì dovrebbe esserci un incontro sul tema con le categorie.

Nel frattempo, però, commercianti e balneari mugugnano. «Subiremo dei danni, è evidente che faremo una richiesta di risarcimento», dice Piero Bertolani, presidente di Confcommercio. Mentre per Pietro Guardi, presidente dell’Associazione balneari, il problema principale riguarderà la clientela che nei fine settimana avrebbe avuto voglia di fare un ultimo salto in spiaggia. «Sarà un disastro», dice Guardi, pensando al limite delle 11 per andare al mare prima che chiudano i cancelli.

«Forse è un’utopia, ma a mio parere non si deve escludere fino all’ultimo l’ipotesi di un rinvio – insiste Bertolani – Può essere una posizione folle, ma questo non è Carnevale. Il Carnevale non è solo far sfilare i carri, il Carnevale è la gente. Cinquemila persone a sedere non è una festa di popolo. Vedremo una Passeggiata semi-deserta. Di conseguenza, non sarà un problema il Green pass chiesto ai lavoratori delle attività: il 90 per cento di queste resteranno chiuse».

Confcommercio ribadisce così la propria posizione, «che non è solo quella di un’associazione di categoria: stiamo parlando di un’intera città che non approva e non condivide – assicura Bertolani, in aperta polemica con la Fondazione – Persino i carnevalari di maggiore fede sanno benissimo che è così e manifestano la loro contrarietà».

A detta dei balneari, il problema del Green pass non creerà troppe difficoltà ai loro dipendenti.

«Il limite delle 11 per entrare nei nostri stabilimenti non è quello che avevamo chiesto – sospira Guardi – ma bisogna considerare che la stragrande maggioranza del nostro personale entra in servizio prima di quell’ora. Perciò non dovrebbero esserci problemi. Per la clientela, purtroppo, sarà un disastro. Stiamo cercando di informare il più possibile, spiegando che bisogna venire al mare prima delle 11, altrimenti non si può più accedere allo stabilimento. Sappiamo che per molte famiglie sarà un ostacolo. E anche se non è alta stagione, ci toccherà rinunciare a parte della clientela che avrebbe approfittato degli ultimi sabati e domeniche per godersi la spiaggia».

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