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Vaccino, così la corsa all’esenzione in Versilia

Non la rilasciano i medici di famiglia e viene riconosciuta in casi molto rari

VIAREGGIO. Aumenta la pressione sulle persone non vaccinate contro il Covid, che presto potrebbero trovarsi di fronte all’obbligo vaccinale deciso dal governo Draghi. La reazione è la caccia all’esenzione dal vaccino. Che viene però consentita in casi molto rari, chiariscono i medici di famiglia. A cui arrivano numerose richieste, tutte o quasi respinte al mittente. Per due motivi, spiega Alessandro Squillace, coordinatore dei medici famiglia versiliesi: «Non siamo noi a dover rilasciare la certificazione e le motivazioni presentate non sono accoglibili in oltre il 90 per cento, ma forse anche qualcosa di più, dei casi».

L’esenzione dalla vaccinazione non può essere definita generalmente una scappatoia: ci sono persone che non possono ricevere il farmaco anti-Covid per motivazioni cliniche concrete. Rischiano, infatti, di avere conseguenze sulle salute superiori ai benefici di protezione dal coronavirus.


A riconoscerlo è lo stesso ministero della Salute in una circolare. Questa stessa circolare, tuttavia, propone una casistica che, spiega Giuseppe Cavirani, coordinatore di medici di base di Seravezza e Forte dei Marmi, «è molto rara. Si parla di reazioni allergiche a principi attivi contenuti nei vaccini, oppure di problematiche legate a trombosi che possono insorgere con AstraZeneca». Un’altra possibilità è un’immunodepressione molto forte, per pazienti trapiantati o malati oncologici particolarmente gravi. Ma anche qui si parla di pochissime persone. «Se, invece, la reazione allergica è avvenuta proprio dopo la prima dose di vaccino anti-Covid – dice Massimo Pardini, medico a Viareggio – è necessario farlo presente per essere inseriti in un percorso in cui si valuta la cosiddetta “vaccinazione protetta”». Cioè la somministrazione della seconda dose in ospedale, in un contesto dove eventuali reazioni negative prevedono l’intervento immediato con un anestesista-rianimatore. La circolare del ministero consiglia sempre una consulenza dell’allergologo, per soppesare rischi e benefici. Nessuna controindicazione per donne incinte o in fase di allattamento del bambino: al massimo, durante la gravidanza si può valutare il rinvio della vaccinazione. Altre patologie da valutare: miocarditi, pericarditi e sindromi di Guillain-Barré.

«In ogni caso – proseguono i medici di famiglia – non siamo noi a dover rilasciare la certificazione: la circolare prevede che sia il medico vaccinatore, cioè il professionista incaricato della somministrazione del farmaco, a riconoscere l’esenzione all’interessato». Per esempio un medico in servizio al Terminetto. Che, però, per poter rilasciare un’esenzione ha bisogno di una documentazione clinica precisa e approfondita. Che deve portare la firma di uno specialista, per esempio un allergologo. Del resto, nessuno si prende la briga di sottoscrivere certificati che non hanno fondamenta cliniche: queste esenzioni sono già oggetto di controllo da parte dell’Asl.

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