Furti agli incassi delle farmacie: nel mirino più di una posizione

Forte dei Marmi, i carabinieri si concentrano sui passaggi che ha effettuato il denaro. Intanto scoppia la polemica: la giunta difende l’operato dell’amministratore

FORTE DEI MARMI. Saranno le indagini, condotte dai carabinieri, a fare chiarezza sul doppio furto di incassi ai danni delle farmacie comunali. Un ammanco, a quanto pare dall'importo tutt'altro che irrilevante. Anche se le bocche sono cucite, a partire dal primo cittadino Bruno Murzi e dall’amministratore unico della Multiservizi Marco Verona: nessuno è disposto a fornire più dettagli, trincerandosi appunto dietro l’inchiesta giudiziaria. Che, visto che i passaggi dove i soldi possono essere stati sottratti sono più d’uno – dal luogo di partenza al trasporto e fino alla sede di arrivo – prende in considerazione ogni ipotesi.

Nel frattempo, però, l’ammissione di Verona innescata da due interrogazioni a firma di Giampaolo Bramanti (Identità fortemarmina) e Rachele Nardini (Obiettivo Forte), che hanno chiesto se la Multiservizi abbia o meno assunto la sua compagna come addetta alla consegna di pacchi delle farmacie, ritiro e consegna degli incassi giornalieri ha incendiato il panorama politico agostano. Così la giunta Murzi esprime compatta la propria solidarietà a Verona e a finire nel mirino sono proprio Nardini e Bramanti: «Un attacco vergognoso quello di Nardini nei confronti di Verona al quale va la nostra solidarietà. Quello che è successo l'altra sera, durante il consiglio comunale, è forse il punto più basso della "politica" della consigliera Nardini. L'operato del dottor Verona è trasparente e sotto gli occhi di tutti, un ottimo professionista che in questi 4 anni ha gestito l'azienda con grandi risultati. E che anche di fronte all'interrogazione di Nardini, che puntava ad insinuare pesantemente la sua etica professionale, ha dimostrato grande educazione e compostezza nel risponderle. Ha infatti spiegato che essendosi verificati degli ammanchi alle farmacie comunali gli era stato consigliato proprio dai carabinieri di trovare per la durata delle indagini una persona di sua fiducia per il ritiro e la consegna degli incassi giornalieri. E lo ha fatto nel rispetto delle regole e delle economie dell'azienda cib un incarico temporaneo e dai costi modesti». «Una spiegazione lineare, esauriente – proseguono dall'amministrazione comunale – che però non è stata sufficiente alla consigliera Nardini che oltre a cercare sempre scandali a tutti i costi – ricordiamo che ancora volta ha rimesso in ballo sia l'incarico del capo di gabinetto (incarico fiduciario per legge e quindi affidato nella massima trasparenza ad un avvocato professionista), sia la tenuta della contabilità da parte dello studio commercialista Mazzoni nel periodo di passaggio tra la precedente amministrazione e l'attuale, sollecitato oltretutto dallo stesso ex presidente Fontana a mantenere l'incarico – continua le sue battaglie di basso profilo, mostrando la massima attenzione per le cose inutili come colore e qualità del tendaggio degli ombrelloni davanti alle farmacie, rimanendo invece del tutto assente edi fronte ai grandi temi del Paese quali ad esempio il Luna Park dove il tempo ha dato ragione alla politica del sindaco. In un periodo in cui si assiste alla assunzione di politici Pd attivi e non più attivi tra cui anche un ex assessore fortemarmino, da parte di amministrazioni locali a targa Pd, abbiamo preferito il silenzio e mantenere un basso profilo riconoscendo che, seppure l'opportunità le avrebbe sconsigliate, tali assunzioni non erano illegittime. Stupisce anche il consigliere Bramanti, ex Lega, che niente ha da dire sul fatto che politici Pd vengano assunti da amministrazioni Pd. Bramanti, del resto, è sempre stato collaterale all'opposizione del Pd».


Intervenuto anche l’ex assessore Alessio Felici: «Nella speranza che venga appurata la verità e che le responsabilità vengano chiarite con le conseguenze previste dalla legge vorrei riflettere su ciò che dice Rachele Nardii “Siamo davanti ad una volontà amministrativa di gestione familiare della cosa pubblica oppure siamo solo davanti a coincidenze? È normale che nella gestione della cosa pubblica ci si muova con questa disinvoltura? Tutto regolare immagino ma la questione morale vale solo per gli altri e non per questa amministrazione? Non oso immaginare i leoni da tastiera di cinque anni fa cosa avrebbero detto o fatto (vero Ghiselli assessore alla bandiera blu ed ex paladino dei cittadini amante delle lettere alla procura della Repubblica) quando il sindaco si chiamava Buratti. Comunque, fuori dalla polemica ma animato solo dalla curiosità di voler conoscere ed approfondire la questione da cittadino amante del suo paese, mi ha colpito il linguaggio del corpo del sindaco Murzi che si agita durante l’intervento di Nardini e che si perde completamente l’intervento di Verona, forse perché mosso dal bisogno di andare alla toilette oppure perché aveva bisogno di togliersi da una posizione di imbarazzo perché non era a piena conoscenza dei fatti. Valutate voi». —

R.F.-L.B.

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