Carnevale di Viareggio: il nuovo decreto è una doccia gelata per la Fondazione

Carnevale autunnale a rischio (Foto d'archivio)

La normativa prevede per il pubblico solo posti a sedere: la decisione finale sul da farsi attesa per la fine di agosto

VIAREGGIO. L’aria che si respirava ieri alla Cittadella del Carnevale, dopo il nuovo Decreto Draghi, era quella di chi si è appena preso una doccia gelata. All’articolo numero quattro il Dpcm stabilisce: «In zona bianca e in zona gialla gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche, locali di intrattenimento e musica dal vivo e in altri locali o spazi anche all’aperto sono svolti esclusivamente con posti a sedere preassegnati». Sembrerebbe la pietra tombale sul Carnevale di Viareggio che – avendo saltato a causa della pandemia l’edizione dell’inverno 2021 – aveva deciso di provarci, comunque, a settembre per quanto evento fuori stagione. Stando alle nuove disposizioni, insomma, la sfilata dei Carri può essere apprezzata solo da un pubblico seduto.

Pubblico per il quale, inoltre, viene «assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro» che vale «sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi, sia per il personale». Tutti rigorosamente muniti di “green pass”.


E la mente va subito ai tanti giovani e giovanissimi che affollano i Corsi mascherati e ne sono l’anima: non essendo conviventi, ma solo amici, tra uno e l’altro deve correre almeno un metro di distanza.

Difficile immaginare, in queste condizioni, che il Carnevale settembrino possa andare in scena, Anche se – c’è da scommetterci – a Ferragosto sulla Marina di Torre del Lago e nei locali del lungomare versiliese si continuerà a ballare, pur a discoteche che rimangono chiuse per decreto, e senza l’ombra di una sedia. Pur fissando nero su bianco la nuova normativa che «restano sospesi gli spettacoli aperti al pubblico quando non è possibile assicurare il rispetto delle condizioni fissate, nonché le attività che abbiano luogo in sale da ballo, discoteche e locali assimilati».

Per questo, in Fondazione Carnevale si sono già messi tutti al lavoro per valutare le diverse formule applicabili nel rispetto della norma e relativi costi che la stessa Fondazione si troverebbe a sostenere a fronte di inevitabili mancati incassi. Non è solo un problema di sostenibilità economica, però: perché al centro delle mancate sfilate c’è il futuro delle aziende dei maestri della cartapesta. Con il pensiero di tutti che corre non alla manifestazione organizzata per settembre di quest’anno, ma al Carnevale del febbraio 2022 che potrebbe di nuovo non potersi tenere, quando sarà davvero tempo di Carnevale.

Entro fine agosto – questa la tempistica che si è data la Fondazione Carnevale di concerto con l’amministrazione comunale – dovrà comunque essere presa la decisione definitiva sull’evento di settembre. Intanto, le prove effettuate anche per le coreografie a terra hanno dimostrato che le distanze anti contagio possono essere rispettate dalla magica macchina da divertimento che è il Carro e tutto quanto gli giri intorno. Certo è che – a decreto fresco di emanazione – è impensabile poter portare sul Lungomare viareggino il Carnevale “classico”, come siamo abituati a vederlo e viverlo dalla fine del 1800.

Né per quanto riguarda la sfilata delle costruzione, e neppure per l’aspetto della festa popolare. Che non potrebbe tenersi neppure se la Fondazione stabilisse conveniente disseminare tribune lungo tutto il circuito, là dove gli spazi – ricavati in tutti i modi possibili e immaginabili – lo consentissero.

In città molto se ne parla. Le attività economiche del turismo chiedono una decisione in tempi brevi per sapere se organizzarsi e come. In Fondazione il lavoro ferve, con la speranza – remota – che la fine di agosto porti una diversa impostazione dal parte del Governo Draghi.

Perché se – come si dice del Carnevale – una volta l’anno è lecito “impazzire”, farlo dalla sedia è molto, molto difficile. —

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