Contenuto riservato agli abbonati

Maxi-festa sulla spiaggia al Forte: blitz dei vigili, multa in arrivo. Il sindaco Murzi: «Si è superato il limite»

La polizia municipale al Maitò

Ci sarebbero state 500 persone nello stabilimento balneare chiuso al pubblico: intervengono polizia e vigili, accertamenti in corso

FORTE DEI MARMI. una serata di chiusura al pubblico per ospitare una maxi-festa in spiaggia con centinaia di persone. Cinquecento, secondo quanto sarebbe emerso dall’ispezione della polizia municipale e della polizia di Stato al Maitò. Che adesso rischia una multa per violazione delle norme anti-Covid, in particolare sugli assembramenti. È solo l’ultimo episodio di un’estate caldissima a Forte, per quanto riguarda gli eventi sulle spiagge più esclusive della Versilia.

Da tempo sembra una caratteristica integrante dell’offerta turistica di alcuni stabilimenti balneari, portatori di una sorta di Nouvelle vague modaiola e godereccia. Che, citando un famoso slogan pubblicitario di una volta, piace alla gente che piace. Ma la Forte tradizionale, quella dei bagni gestiti dalle famiglie storiche e anche quella dei turisti che vengono qui per pace e tranquillità, non gradisce affatto. E non gradisce neppure il sindaco Bruno Murzi, che aveva firmato un’ordinanza per disciplinare cene e feste notturne nei bagni, ma ora la renderà più rigida. Perché, spiega, «si è superato il limite».

Il Maitò, come detto, è l’ultimo caso, il più recente: nei giorni scorsi la polizia municipale fortemarmina aveva multato tre stabilimenti balneari per feste in spiaggia abbastanza vivaci. Mercoledì sera i vigili, assieme alla polizia del commissariato di Vittoria Apuana, si sono presentati al Maitò, chiuso per l’occasione (compreso il ristorante) con un allestimento ad hoc per la serata. Vigili e poliziotti hanno fatto i loro controlli e alla fine hanno contestato la violazione delle norme anti-Covid, sia per quanto riguarda i protocolli che la segnaletica prevista. Una delle contestazioni ha riguardato anche una pedana non autorizzata. Sull’accaduto è stata fatta una relazione che, alla fine degli accertamenti, porterà a una probabile sanzione. Per quanto riguarda le norme anti-Covid, parliamo di 400 euro, riducibili a 280 se pagati subito.

La notizia è circolata velocemente e ha scatenato una bufera. È intervenuto sui social anche l’ex presidente di Villa Bertelli, Carlo Quadrelli: «La stragrande maggioranza degli stabilimenti balneari mantiene, da sempre, un profilo discreto e riservato - dice Quadrelli - Il punto, o i punti, sono altri. Il primo è l’ordinanza del sindaco, che consente lo svolgimento di massimo trenta serate o cene, per ogni bagno, di cui due di queste possono essere utilizzate come feste, ma attenzione, solo per i clienti del bagno. L’altro punto - conclude Quadrelli - è la constatazione che non si è ancora capito che questi non sono tempi normali. Giusto tornare a vivere e a divertirsi, ma allora è inutile fare appelli al buonsenso e alla responsabilità contro il Covid, e consentire che questi eventi vengano svolti».«Per quanto ci riguarda - ricorda Martino Barberi, presidente dei balneari cittadini - l’evento deve esser qualcosa che, contemplato dalla normativa comunale, non vada, ad esempio a stravolgere la struttura del bagno, né tantomeno a influenzare la normale fruibilità dello stabilimento balneare. Quando ad esempio si parla di dover chiudere un bagno per poi rimontarlo ad evento fatto, è chiaro che è una metodologia che non può vederci d’accordo. Se in futuro ci saranno sempre più gli eventi e sempre meno le cene? Beh, se questa è una tendenza, non è detto che coinvolga la maggioranza della categoria, che in larga misura propone peraltro anche un numero limitato di cene». 

Per il sindaco di Forte Bruno Murzi «si è superato il limite». L’ordinanza del Comune che intendeva disciplinare cene e feste nei bagni sarà resa ancora più rigida, dopo gli ultimi episodi di eventi in spiaggia, tra cui il Maitò.

«Le cosiddette “cene estive” – dice Murzi – sono un esempio del fatto che alcuni non sanno trattenersi e trasformano una risorsa ed una possibilità di lavoro per tutti in un evento incontrollato. Le feste stanno, a causa di qualche comportamento, diventando un problema che rischia di danneggiare il paese e i balneari in particolare. Da un po’ di tempo, infatti, alcune cene stanno progressivamente diventando eventi mondani che sembrano, per l’organizzazione e i numeri che vengono informalmente riportati , travalicare la reale capacità di accoglienza del bagno stesso. Eppure le ordinanze parlano chiaro in merito. A prescindere che il rispetto delle regole non è una semplice questione formale, il problema, in epoca Covid, è costituito anche dal fatto che comunque troppo persone possano trovarsi tutte assieme in un determinato posto. Noi eseguiamo i controlli che possiamo con le forze che abbiamo. Se non c’è da parte degli operatori il rispetto delle regole saremo costretti ad annullare l’ordinanza fatta. Anche se non vorrei arrivare a quello».

Per Murzi, però, il limite è stato superato. «Il limite, come sempre nella vita, è il rispetto delle regole e, nel caso particolare, il rispetto dei turisti e delle attività vicine – spiega – In questi giorni si sono svolti un paio di eventi che hanno avuto una partecipazione non attesa né dichiarata. Abbiamo avuto notizia di mezzi meccanici che sarebbero entrati sulla spiaggia per attrezzare i bagni per la serata e che un bagno è stato quasi smantellato per consentire lo svolgimento di una festa. Tutte queste cose non sono concesse dalle regole demaniali, né sono state autorizzate dalla giunta comunale. C’è di più: è circolato sui social un avviso in cui un bagno si diceva chiuso per la giornata a causa della organizzazione della festa. Questo sarebbe un contravvenire alle regole della concessione che deve essere aperta per un periodo preciso durante l’anno. E non parliamo, poi, del fatto che superare una certa affluenza comporta rischi in periodi come questo»

«Noi – prosegue il sindaco – abbiamo autorizzato “cene” per i clienti in numero di trenta (come sempre negli ultimi anni). Due di queste possono essere “feste”. La situazione Covid impone che ci siano attenzioni particolari. Chi supererà i numeri di partecipanti previsti dai posti ombra potrà andare incontro a sanzioni per ristorazione non consentita (se non erro 5.000 euro) e certamente penso anche per assembramento. I controlli saranno più stringenti e non verranno autorizzate strutture temporanee se non quelle previste dalle normative. I mezzi meccanici non potranno entrare (come del resto non possono) in spiaggia per allestimento di serate; non potrà esserci alcuna attività di organizzazione della serata se non a far capo dal tardo pomeriggio e, sicuramente, non sarà concesso di smantellare i posti ombra del bagno per fare un qualsiasi tipo di serata. Il numero di clienti previsto andrà comunicato in anticipo e, prevederemo nella ordinanza che vorremmo predisporre, la possibilità, per chi sgarra, di annullare la validità della ordinanza stessa, interrompendo ogni possibilità di esercitare attività serali. Continuo a ritenere che le aperture serali dei bagni, così come previste, sono un plus turistico – conclude Murzi – ma se qualcuno pensa che sia possibile lavorare in barba alle regole in una sorta di terra di nessuno si sbaglia di grosso». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA