Consorzio bagni: «Basta balli e feste in spiaggia»

Agenti della polizia municipale impegnati in spiaggia per dei controlli (Foto d'archivio)

Il presidente Verona invia un appello ai 100 concessionari: «Chi non rispetta le regole deve fare marcia indietro»

MARINA DI PIETRASANTA. Stop al ballo su spiaggia. Un appello, quello a firma del presidente del presidente del Consorzio Mare Versilia, Francesco Verona, inoltrato nella giornata di lunedì 19 luglio agli oltre 100 concessionari del litorale dopo le ripetute segnalazioni di “feste danzanti notturne” incorniciate fra i bar e gli ombrelloni degli stabilimenti balneari.

«Le feste sono consentite, così come la musica – dice Verona – ma se le discoteche, ad oggi, sono ancora chiuse non vedo perché in qualche bagno si possa, invece, ballare come se niente fosse. Ho quindi invitato i colleghi concessionari ad attenersi alle regole e al rispetto delle prescrizioni sanitarie: ben vengano la musica e ancora le occasioni di incontro, ma tenendo bene a mente che distanziamento, mascherine e igienizzazione delle mani restano fondamentali in determinati contesti. Il ballo su spiaggia non è permesso: evitiamo gli assembramenti e atteniamoci alle regole. Se qualcuno, come mi è stato riferito, ha allentato un po’ le restrizioni è tempo che faccia marcia indietro. I numeri attuali – prosegue Verona – sui nuovi contagiati dovrebbero fare riflettere. E il ballare è, alla luce della situazione attuale, in determinati spazi, un rischio».


Anche perché, come sottolinea Verona, oltre all’aspetto legato a possibile ricadute in ambito ospedaliero, emerge una significativa preoccupazione in chiave turistica. «Ci stiamo avviando verso la fase più importante della stagione e non possiamo permetterci – continua Verona – di vederci limitati da ulteriori restrizioni, come nel recente passato. Se abbiamo avuto disdette, ad oggi? Non mi risulta, anzi, nelle ultime settimane la richiesta per un posto su spiaggia si è fatta sempre più pressante a conferma che la Versilia e ancora Marina di Pietrasanta rappresentano una realtà di altissimo livello. Però se le persone cominciano a disdire, proprio di conseguenza al Covid, i viaggi all’estero, stiamo attenti a non favorire situazioni di potenziale e significativo contagio anche dalle nostre parti, perché la ricaduta, su tutto il sistema, sarebbe devastante. Quindi vacanze si, all’aria aperta, ma come ho detto nel rispetto delle regole».

Anche se, come conferma un concessionario di Tonfano non sempre è facile farle rispettare.

Con conseguenze facili da immaginare, vista la situazione.

«È vero che all’aria aperta l’uso della mascherina è venuto meno, ma quando al bancone del bar in attesa o in fila hai una decina di persone tutte una vicina all’altra e tutte senza protezione e se chiedi loro, visto l’assembramento, di regolarsi di conseguenza ti ridono in faccia, puoi fare ben poco. E non sono, attenzione, solo i ragazzi a comportarsi in questo modo, ma anche molti adulti. In due diverse occasioni ho alzato la voce, ma non posso certamente venire alle mani e neppure chiamare, quando accade, i vigili. Da qualche tempo a questa parte le regole, e non solo negli stabilimenti balneari, non si rispettano, ma si interpretano». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA