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Perini Navi, l’asta interessa a molti

La sede di Perini Navi in Darsena a Viareggio (foto d'archivio)

Il curatore: non ci sono solo i soggetti già noti tra coloro che potrebbero concorrere alla fine del mese

VIAREGGIO. Un vorticare di notizie, di voci, commenti e opinioni in merito all’asta Perini Navi in merito alle quali si è sentito di dover intervenire il curatore fallimentare, Franco Della Santa, nominato dal Tribunale di Lucca. Il quale stigmatizza, per quello che è il ruolo affidatogli, il fatto che tutto questo circolare di ipotesi e contro-ipotesi avvenga «in pendenza dei termini di partecipazione al procedimento competitivo avviato che vede la manifestazione d’interesse anche da parte di ulteriori soggetti» oltre ai nomi dei cantieri che sono fin qui circolati.

Tra le notizie circolate negli ultimi giorni anche la valutazione negativa che qualche cantiere pretendente ha fatto della cifra a base d’asta, fissati in 62,5 milioni di euro. Alla curatela viene contestato di non aver valutato l’avviamento della nuova Perini Navi, calcolato dagli imprenditori interessati in almeno venti milioni di euro.


Ma il lavoro del curatore e dello staff che lo affianca nel lavoro non facile del fallimento Perini Navi si è concentrato sui valori dei beni in vendita che poco lasciavano alla fantasia. Un margine c’era sul marchio, valutato in 12 milioni e 900mila euro, ma poco altro, stando a quanto si capisce dal bando preparato per l’asta prevista alla fine di luglio. Con un “faro” che ha guidato il lavoro del curatore, come da mandato del Tribunale di Lucca che su questo aspetto ha concentrato la propria attenzione su ogni vicenda di questo tipo: il favore dei creditori e di tutto l’indotto, altamente penalizzato dalla vicenda, che è poi indotto anche per il resto della grande nautica dei distretti liguri (almeno per La Spezia) e toscano.

Senza contare la necessità di garantire un futuro ai 72 dipendenti rimasti, al momento in cassa integrazione e fermi, ormai da un anno e mezzo abbondante.

Certo, rilanciare Perini Navi una volta acquistata dal fallimento non sarà una passeggiata. Ma è anche vero che l’azienda ha una storia alle spalle che è parte del suo valore e che questo fa immaginare che si possa fare avanti, per concorrere all’asta, anche chi è disposto a spendere la cifra posta a base d’asta, se non qualcosa di più addirittura. Anche considerando il successo che la curatela ha incassato per la vendita del cantiere turco.

La storia di questi mesi – con il gran lavoro messo a punto dal curatore e dai professionisti che con lui collaborano – fin qui ha dato ragione alla scelta fatta dal Tribunale per indicare in Della Santa l’uomo adatto a dare vento alle vele della grande azienda nautica. Così che Perini Navi possa essere traghettata fuori dalle secche del fallimento, verso nuove navigazioni. —

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