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La Super Lega dei bagni è al lavoro: stabilimenti aperti 300 giorni l’anno

Alessia Berlusconi e Piero Santini sulla spiaggia del bagno Alcione

Il Consorzio “Forte dei Bagni” unisce dieci “stelle” della spiaggia e ha presentato alcune proposte per lo sviluppo di tutta l’area

FORTE DEI MARMI. Se si parlasse di calcio, argomento gettonato dopo la vittoria della Nazionale agli Europei, verrebbe da paragonarli alla Super Lega degli stabilimenti balneari. Il Consorzio “Forte dei Bagni”, costituito alla fine della prima ondata della pandemia, mette insieme dieci bagni tra i più esclusivi della Versilia. Un gruppo di lavoro che mette insieme il meglio della tradizione nella gestione familiare della spiaggia e imprenditori “non balneari” che hanno deciso di investire al Forte, come i Berlusconi, i Barilla, i Bocelli e i Larini.

Dieci eccellenze che contribuiscono a fare conoscere in Italia e all’estero il brand Forte dei Marmi: Alcione, Alpemare, Annetta, Augustus Beach, Bagno Piero, Costanza, Dalmazia, Piemonte, Bagno Silvio e Villa Grey. Il presidente è Roberto Santini, imprenditore simbolo di Forte e uomo della tradizione balneare. Coordinatrice Alessia Berlusconi dell’Alcione. Si può fare di più per valorizzare e rilanciare la tradizione turistica di Forte dei Marmi, facendo sistema e lavorando a progetti d’area, con una visione che coinvolga l’intero ambito turistico della Versilia: è questo in sintesi l’obiettivo di “Forte dei Bagni”.


Il Consorzio in pochi mesi ha creato nuovi entusiasmi, con richieste di adesione arrivate da altre imprese che operano in vari settori dell’accoglienza, hotel ristoranti e negozi. La prima proposta è stata quella dell’Accademia dell’accoglienza per cercare di tramandare lo “stile Forte dei Marmi” ai giovani che si avvicinano ai bagni e alle strutture ricettive. Ma sono in cantiere già altre idee e richieste.

«Per prima cosa mi piace precisare – comincia così Alessia Berlusconi – che il consorzio non è nato in contrapposizione all’associazione dei balneari di cui continuiamo a fare parte. Il nostro intento è quello di offrire a chi viene a Forte dei Marmi tutti gli standard di efficienza che i turisti si aspettano arrivando in Versilia. C’è una richiesta che sta cambiando, con clienti che sono sempre più internazionali. Dobbiamo difendere la tradizione, che ha reso Forte quello che è ma al tempo stesso dobbiamo giocare la nostra partita sui servizi e proporre anche qualcosa di nuovo. Chi è legato alla tradizione ha un’impostazione più familiare che io difendo perché è stata la forza di questo territorio. Ma c’è un’anima più imprenditoriale, che è quella di questa nuova generazione di balneari, che ha bisogno di lavorare il più possibile perché ha fatto investimenti importanti». Il Consorzio a cosa punta? «Intanto abbiamo creato un gruppo di lavoro e di aiuto reciproco. Cerchiamo di sviluppare un progetto prospettico, che vorremo fosse condiviso dalla categoria, perché crediamo che stando insieme si possa fare sistema». L’Accademia dell’accoglienza, di cui si parla da tempo, è il primo progetto che sta a cuore al consorzio: «Per non disperdere il patrimonio di generazioni e formare i giovani che vogliono lavorare a Forte dei Marmi – spiega Santini – Oltre che consorziati siamo persone che credono nelle potenzialità di questo paese non solo nei settanta giorni dell’alta stagione». Aiuta fare un esempio. «A Forte si gioca a tennis all’aperto trecento giorni all’anno. Perché non sfruttare questa opportunità? Dobbiamo lavorare per allungare l’offerta dei servizi per i turisti e chi viene al Forte. Questo avrebbe ricadute positive anche sull’occupazione. Dare continuità e lavorare 300 giorni all’anno fa bene all’intero sistema paese. I negozi, che ora sono quasi tutti temporary shop, potrebbero avere vita tutto l’anno. Altrimenti rischiamo di diventare un villaggio turistico, invece possiamo fare di più». La spinta al Consorzio, può sembrare strano ma è così, l’ha data la pandemia. «Il Covid ci ha indicato alcune cose, dobbiamo capire le potenzialità che abbiamo. Chiudere il 10 settembre è riduttivo, dopo che abbiamo visto che molte famiglie si sono trasferite al Forte durante l’emergenza e ne apprezzano la qualità della vita. Questo non vuol dire monetizzare il territorio anche se mi aspetto che questa sarà la critica che ci verrà rivolta. L’obiettivo è di creare posti di lavoro (non solo stagionali), movimento e attività. Fare in modo che le persone vengano a Forte, non solo per fare un giro di giostra nei negozi del centro, che possano restare per più giorni perché trovano tutti i servizi necessari».

L’ambizione è quella di fare vivere Forte d’inverno. «Ovviamente queste sono le nostre proposte, poi però ci vuole la grande regìa delle istituzioni. Bisogna pensare a un bella programmazione di cinema o di teatro, a dare un’offerta anche culturale. E tutto questo non si fa come singolo Comune ma come ambito turistico – proseguono presidente e coordinatrice – Il sindaco Bruno Murzi, al quale abbiamo già presentato il nostro lavoro, è presidente dell’ambito turistico. Siamo certi che saprà ascoltare le nostre istanze, potrà essere il nostro interlocutore e il nostro tramite. Stiamo lavorando perché questo percorso possa iniziare al più presto».

Da qui la richiesta di rivedere il piano delle aperture, a cominciare da quelle delle trenta serate estive, concesse ai ristoranti dei bagni. «L’ideale sarebbe aprire dall’inizio di febbraio fino a novembre, oltre che tra Natale e fine anno. Per quanto riguarda il regolamento demaniale chiediamo l’introduzione alcuni cambiamenti come quelli necessari, per poter installare, tanto per fare un esempio, dei piccoli frangivento sulla spiaggia». Se i bagni possono aprire anche le domeniche di inverno, dovranno assicurare un minimo di servizi accessori (magari installando piccoli frangivento) che permettono di vivere la spiaggia. «Si potrebbe così dare ai ragazzi di Forte e della Versilia l’opportunità di fare attività legate alla spiaggia. Penso ai surfisti, a chi pratica vela o a chi viene a nuotare. Perché non dargli una struttura aperta tutto l’anno? E perché non creare spazi gioco per bambini sulla spiaggia? L’idea è quella di inventarci anche una stagione invernale, sfruttando la vicinanza con le Apuane e creare così un’offerta più completa, con ricadute economiche rilevanti per l’intero territorio. Questo poi è fare sistema», conclude Santini. –

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