Contenuto riservato agli abbonati

Misericordia commissariata. E sul piatto c’è anche la fusione

Aldo Intaschi

Marina di Pietrasanta: Aldo Intaschi chiamato alla guida «per la rinascita e la ricomposizione sociale». Si pensa a un progetto che la unisca agli storici “cugini” del centro storico

PIETRASANTA. Una “sterzata” in corsa importante, destinata a lasciare il segno per la Misericordia di Marina di Pietrasanta. E – forse – anche a disegnarne il futuro in unione con i “cugini” del centro storico. Dalla fine del mese scorso l’associazione marinella è commissariata: alla guida si è insediato Aldo Intaschi, figura notissima del volontariato versiliese (e non solo). Intaschi è, tra le altre cose, Governatore della Misericordia di Lido e Camaiore. Anzi, è colui che ha guidato il processo di fusione tra le due associazioni. Ed è convinto che questa sia la strada che dovrebbero intraprendere anche Pietrasanta e Marina: «Lo penso fortemente. Ma cosa penso io conta fino a un certo punto. Saranno i dirigenti che verranno dopo di me a Marina e quelli di Pietrasanta a decidere cosa fare. Io posso solo dire, dall’esperienza di Lido e Camaiore, che un’operazione del genere può portare benefici importanti».

A chiedere il commissariamento di Marina sono stati gli stessi organi uscenti, a partire dal Governatore Marco Canepa, dopo circa due anni di mandato a guida del sodalizio. L’obiettivo, spiega Intaschi, è «far ripartire la Misericordia con un nuovo modello organizzativo, che riparta dalle origini». Secondo Intaschi serve un percorso di «rinascita e ricomposizione sociale», dopo mesi di «situazione difficile».


Problemi che, spiega, non sono di carattere finanziario: «Da questo punto di vista la situazione più pesante era quella della gestione della Rsa, che è già stata risolta con la cessione».

Il punto più delicato, allora, sono i rapporti all’interno dell’associazione e fra l’associazione e il territorio. «Dobbiamo ripartire dai nostri servizi tipici: i trasporti in emergenza e quelli sociali, il cup, la formazione – spiega Intaschi –. E soprattutto dobbiamo tornare a essere luogo di aggregazione, soprattutto per i giovani. Bisogna che tutti i cittadini capiscano che queste associazioni sono un piccolo tesoro per la comunità, che sono lì per loro. E che loro devono partecipare». La partecipazione, appunto, è croce e delizia del volontariato, visto che nell’ultimo periodo ha rappresentato un problema. «È una tendenza che interessa molte realtà, a partire dai partiti politici – ragiona il neocommissario –. E che ancor di più si accentua quando si parla di un’attività da dare in maniera gratuita».

Ci sono anche esempi in controtendenza. Uno è proprio la Misericordia di Lido-Camaiore: «Ora abbiamo 500 volontari attivi – spiega Intaschi – oltre alle persone che lavorano con noi con regolare stipendio, perché questo è richiesto dalla complessità dei servizi che ci troviamo a espletare».

In questo quadro rientra anche la possibilità di pensare a una fusione tra Marina e la secolare Misericordia di Pietrasanta centro, da mettere sul tavolo ma da effettuare – eventualmente – al termine di un percorso nel quale coinvolgere gli organi direttivi e i volontari. Tempo per lavorare su un progetto di questo tipo ce ne sarà: l’incarico di Intaschi parte con un orizzonte di sei mesi, comunque rinnovabili. E lo stesso commissario spiega che la previsione più realistica è quella di un anno e mezzo alla guida della Misericordia di Marina. Che dovrà partire da «nuove parole chiave: solidarietà, volontariato e impegno per il bene comune, attraverso l’attivazione di nuovi servizi a favare dei minori e delle famiglie, grazie alle donazioni arrivate negli ultimi anni da tanti benefattori». —

L.C.

© RIPRODUZIONE RISERVATA