Medici di base, vaccini fermi in Versilia

Alessandro Squillace, referente dei medici di base, mentre vaccina

Il referente Squillace: «Poche dosi a disposizione, se ne riparla a fine agosto»

VIAREGGIO. Sono ferme le vaccinazioni anti-Covid negli ambulatori dei medici di famiglia. L’operazione partita come possibile canale secondario, per raggiungere sessantenni e settantenni rimasti fuori dalla campagna vaccinale dell’Asl, in realtà non è decollata. Anzi, al momento è proprio a terra.

La ripartenza, forse, ci sarà a fine agosto. Cioè dopo le vacanze estive. E intanto c’è la variante Delta che preoccupa. Per quanto sia confermato che ricoveri e vittime restano sotto il livello di allarme.


«Abbiamo fatto poche vaccinazioni con le dosi Johnson&Johnson che ci sono state consegnate – dice Alessandro Squillace, referente dei medici di base della Versilia – Io, per esempio, ho fatto moltissime chiamate ai pazienti, ma alla fine sono soltanto 15 quelli che si sono presentati per fare il vaccino». In teoria, dopo la fascia d’età 60-79 anni, negli ambulatori del territorio doveva scattare la fase dedicata a chi ha meno di 60 anni. «Ma non è andata così – ammette Squillace – C’è stato un rallentamento nelle forniture dello Pfizer, che doveva esserci consegnato per cominciare con i cinquantenni. Al momento la Regione e l’Asl preferiscono gestire le dosi a loro disposizione in altro modo. Quando si sbloccherà la situazione? Pensiamo a fine agosto, quindi dopo le ferie: a quel punto potremo ricominciare a dare il nostro contributo alla campagna. Per quanto con un sistema diverso: non ci sarà la chiamata diretta, la prenotazione verrà fatta sul sito della Regione come da prassi».

Nel frattempo, però, anche tra i medici di base si teme un prossimo aumento di casi legato alla variante Delta del virus.

«Gli indicatori ci dicono questo, anche se fare previsioni sul Covid è sempre un azzardo – replica Squillace, che ha lo studio a Camaiore – Anche nei Paesi dove le vaccinazioni sono molto avanti si nota un incremento di nuovi positivi. Va detto che le due dosi di vaccino sono l’unica strada possibile: non ha alcun senso rinviare l’appuntamento perché si crede che in questo momento il Covid non ci sia. Oppure perché si ritiene inutile vaccinarsi, dietro la motivazione, scorretta, che le varianti sfuggono alla protezione dei farmaci disponibili. Lo dico soprattutto ai cinquantenni, visto e considerato che dai 60 anni in su inizia a esserci una discreta copertura: non sottovalutate nulla, è bene essere protetti da questo virus». Che difficilmente se ne andrà via a breve. «No, non credo – conclude il dottor Squillace – Fino a che non si raggiungerà un numero di vaccinazioni adeguato in tutto il mondo dovremo conviverci. È chiaro che ci auguriamo una convivenza meno drammatica rispetto all’autunno-inverno scorso, con una letalità simile a quella dell’influenza tradizionale. Ma è presto per fare questo tipo di valutazioni. Per ora l’unica cosa da fare è proteggersi e farlo quanto prima, senza indugi». —

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