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Il Twiga non trova lavoratori stagionali, Briatore: «I migliori vanno via, molti non sono qualificati»

Anche il patron del famoso locale della Versilia è in difficoltà a reperire personale: «Reddito di cittadinanza e incertezze normative le cause». I salari? «Ecco il nostro stipendio medio»

VIAREGGIO. La stagione estiva è appena iniziata. Ma tra i proprietari di hotel, ristoranti e stabilimenti balneari c’è ancora chi cerca lavoratori stagionali. Non si trovano camerieri e scarseggia il personale di cucina. L’argomento sta facendo parlare ormai da settimane.

Neppure locali come il Twiga sfuggono a questa tendenza. Lo ha ripetuto l’imprenditore Flavio Briatore, nei giorni scorsi, durante la trasmissione di Raitre #cartabianca. E ieri dallo stabilimento balneare di Marina di Pietrasanta è arrivata la conferma. «Pago quasi duemila euro al mese, ma non trovo personale». In tv l’imprenditore piemontese, ha spiazzato tutti affermando di essere favorevole alla proroga del blocco dei licenziamenti chiesta dal segretario della Cgil Maurizio Landini, incassando così gli apprezzamenti di quest’ultimo. Inevitabile toccare l’argomento del momento, che è quello della mancanza di persone che hanno voglia di lavorare, soprattutto nel periodo estivo. «Se la colpa è dei salari o del reddito di cittadinanza? Di entrambi. Quando il governo comunicò il lockdown fino al 30 luglio – sono le parole dell’imprenditore – i ragazzi migliori hanno accettato posizioni all’estero. Tra quelli rimasti non c’è più la voglia di prima, non c’è ambizione. Da noi uno stipendio medio varia tra i 1500 e i 2000 euro più le mance ai dipendenti che possono arrivare a mille euro eppure ci dicono che vogliono lavorare in nero per non perdere il reddito di cittadinanza. I ragazzi non hanno più voglia di fare, sono disinteressati al lavoro».

Dunque non è solo un problema di salario o di reddito di cittadinanza. Quando è stato annunciato che il coprifuoco sarebbe potuto durare sino a fine luglio, molti lavoratori stagionali sono andati all’estero perché temevano di non poter trovare lavoro. C’è chi è trasferito a Ibiza, Mykonos o in altre isole greche o magari in Svizzera dove già a Pasqua c’era minore incertezza. Insomma, i migliori sono andati fuori dall’Italia a cercare lavoro. Chi è rimasto spesso è poco qualificato. È questa l’impressione dello staff del Twiga (ma è successo anche al Billionaire) al momento di selezionare i dipendenti. Ma a chi lavora in un locale o in uno stabilimento balneare nel settore del lusso sempre più spesso, oltre all’esperienza, viene chiesta anche la capacità di sapersi relazionare con una clientela importante.


Ieri il proprietario del locale versiliese (socio della senatrice Daniela Santanché) è tornato a chiedere l’apertura delle discoteche e a polemizzare con il governo Draghi. «Adesso veramente non se ne può più – ha detto nel messaggio affidato a Instagram – sono mesi che dicono che ci sarà l’apertura delle discoteche, parliamo di 100mila persone che aspettano di tornare a lavorare, artisti, Dj, gente del settore, e il governo continua a rimandare, senza rendersi conto delle implicazioni per chi lavora nel settore e deve reclutare il personale». Mentre i locali restano chiusi si organizzano feste in piazza senza alcun rispetto delle normative anti-Covid previste, ha ripetuto l’imprenditore. «L’unico capro espiatorio sono le discoteche. Se non verranno riaperte i giovani cosa faranno? Pensate che andranno a letto alle 22? Ci sarà la movida completamente non controllata, feste private nelle case e un disordine totale. Le discoteche con i protocolli possono riaprire. Invece da quando è iniziato il Covid non è mai stato fatto nulla per i ragazzi». –

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