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Si riempie la Cardiologia dell’ospedale Versilia. Il primario: malattie del cuore in aumento

e Giancarlo Casolo, primario di Cardiologia al Versilia e responsabile Asl per la rete dello scompenso cardiaco

Gli effetti indiretti della pandemia, il primario Casolo: «Casi di infarti e scompensi in età sempre più giovane, influisce una condizione fisica peggiorata durante il Covid. Ecco cosa è importante fare»

VIAREGGIO. Non per tutto l’ospedale Versilia mettersi alle spalle il Covid significa tornare alla normalità. Per il reparto di Cardiologia, oggi pieno di ricoverati che nulla hanno a che vedere con il virus, la differenza tra il prima e il dopo è evidente: le malattie del cuore sembrano in aumento.

«Non abbiamo ancora una statistica precisa – dice Giancarlo Casolo, primario di Cardiologia al Versilia e responsabile Asl per la rete dello scompenso cardiaco – Però ci basiamo su quanto stiamo vedendo in questi giorni: ci sono sempre più casi di infarti e scompensi cardiaci, tra l’altro in persone mediamente più giovani. Casi che riempiono il nostro reparto, che ha un totale di 22 posti letto. È un fenomeno da monitorare con molta attenzione».


Secondo i cardiologi, la motivazione di una simile tendenza sta nella condizione fisica, in generale peggiorata durante la pandemia.

«È innegabile – prosegue Casolo – che abbiamo vissuto un periodo molto particolare, in cui il nostro stile di vita si è modificato. Siamo stati più sedentari, l’attività fisica è diminuita e la dieta, in molti casi, ha perso un po’ di qualità. Con un incremento di cibi particolarmente pesanti per il nostro corpo». La nostra salute, insomma, ha subito conseguenze anche se non c’è stato un effetto diretto del Covid. Su questo punto molti esperti concordano: si pensi ai bambini, che vengono appena sfiorati dai rischi sanitari del contagio ma soffrono per tutto il resto: isolamento, alienazione, mancanza di socialità.

Per quanto riguarda i possibili danni sugli adulti causati dallo stress della pandemia, al punto da favorire la comparsa di malattie cardiovascolari, il dottor Casolo spiega: «Lo stress potrebbe essere una concausa, ma non mi azzarderei a indicarlo come un fattore determinante. Certamente può aver pesato come altri fattori. Per esempio lo stress può portare una persona a fumare, che è un’altra cosa molto negativa quando si parla di possibili rischi per il cuore».

Lo scorso anno il dottor Casolo, al termine della prima ondata del Covid, mise in guardia sui danni indiretti della pandemia con un intervento dettagliato. Nello specifico, Casolo stimò in oltre 200, forse anche 250, i versiliesi che nel periodo dell’emergenza non si erano fatti prestare l’assistenza medica necessaria per casi di infarto, blocco cardiaco, edema polmonare e altre patologie cardiovascolari. Nel 30 per cento dei casi, quindi circa 70 pazienti, non erano sopravvissuti. Oggi che si torna a riconsiderare tutta quella parte di sanità finita un po’ in seconda fila, rispetto all’emergenza sanitaria, i problemi con cui ci si trova a fare i conti sembrano gli stessi.

«Premesso che la pandemia è stata correttamente la priorità del nostro sistema sanitario, con un grande sforzo per contenerla – conclude il primario di Cardiologia – è giusto porci il problema di che situazione ci troviamo oggi. È fondamentale recuperare uno stile di vita corretto, con un’alimentazione sana e una buona attività fisica: tutto questo unito ai controlli, dalle analisi del sangue al colesterolo e così via, che possono essere stati un po’ trascurati in questo ultimo anno, ma che sono necessari». —

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