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Commerciante di 65 anni muore dopo un intervento

La famiglia ha chiesto all’ospedale di effettuare l’accertamento diagnostico. La figlia Valentina: «Vogliamo sapere cosa è successo, quali sono le cause»

CAMAIORE. Una commerciante di Camaiore, pochi giorni fa, è entrata all’ospedale di Cisanello a Pisa per operarsi di ernia addominale. Subito dopo l’intervento i medici si erano accorti che c’era stata qualche complicazione, dovuta probabilmente anche ad alcune malattie pregresse della commerciante.

Nessuno immaginava che Marcella Coluccini, 65 anni, da quell’intervento non si sarebbe più ripresa.

Lei, sempre sorridente e abituata a darsi tanto da fare al lavoro, titolare insieme alla sua famiglia di quattro panifici nel comune di Camaiore, da quell’intervento non si sarebbe più ripresa. Sabato mattina, 5 giugno, la donna è morta all’ospedale Versilia dove era appena stata trasportata, quando ormai era stata dimessa dall’ospedale di Cisanello da circa una settimana. L’iter dall’operazione in poi è abbastanza complesso, non tutto è andato in maniera lineare. Per questo la famiglia, come spiega la figlia Valentina Pardini, che si occupa del panificio a Lido di Camaiore, vuole vederci chiaro nella morte della loro cara.

Per il momento non si sono affidati a un legale ma hanno chiesto alla direzione dell’ospedale Versilia di disporre un accertamento diagnostico, in modo da stabilire con certezza quelle che sono state le cause della morte. «I problemi si sono presentati – racconta la figlia in un momento che è per lei di grande dolore – subito dopo l’intervento eseguito d’urgenza. L’ernia si era strozzata, è questa una delle principali complicazioni di questa malattia. I medici hanno deciso di sedare mia madre e l’hanno tenuta in coma farmacologico per sei giorni, anche perché il cuore era “ballerino”, insomma aveva già alcune difficoltà». Quando finalmente i dottori hanno interrotto la sedazione, la donna è stata trasferita dal reparto di rianimazione a quello di chirurgia d’urgenza dove è rimasta per due notti», comincia a raccontare la figlia. Il peggio sembrava passato, ma non era così. «Una settimana fa, l’abbiamo vista tornare a casa all’improvviso – aggiunge la figlia – l’ospedale l’ha dimessa senza informarci. Nemmeno una telefonata. Ho controllato e ricontrollato il telefono, perché non riesco a farmene una ragione. Stavo andando al mare con mio figlio, erano le 17 circa, quando è arrivata l’ambulanza da Pisa. Siamo rimasti sconcertati. Avevamo bisogno di un’infermiera che si occupasse dell’assistenza. Non si può mandare a casa una persona con le difficoltà che aveva mia madre senza dire una parola ai familiari». La donna è rimasta a casa per poche notti. «Non abbiamo visto nessuno, nemmeno il medico che la seguiva, per togliere i punti. Nella notte tra venerdì e sabato scorsi la situazione è peggiorata».

La famiglia ha temuto il peggio e così ha chiesto l’intervento dell’ambulanza del 118 che l’ha trasportata al Versilia. E qui è morta la mattina di sabato. «Difficile capire cosa possa essere accaduto, quali siano le cause della morte. Ma dopo questa odissea, in un momento che per noi è di grande sofferenza, sentiamo il bisogno di sapere di cosa è morta mia madre. Nessuno finora ha saputo dircelo con certezza». La famiglia si riserva di rivolgersi a un legale se dall’accertamento medico legale di oggi - sarà effettuato a Lucca - dovessero emergere elementi tali da poter ipotizzare una colpa medica o nella gestione della paziente. —

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