La Terrazza della Repubblica sott’acqua alla prima pioggia

I balneari: «Per evitare queste scene non possiamo confidare solo nel bel tempo». E dall’amministrazione comunale aspettano risposte su varchi, panchine e cestini

VIAREGGIO. È bastata una pioggia più consistente del solito per mettere subito in crisi la “versione cantiere” della Terrazza della Repubblica. L’altro ieri, quando un acquazzone neppure così forte si è abbattuto su Viareggio, parte della “passeggiata rialzata” di Città Giardino è infatti finita sott’acqua. Creando problemi e disagi a chi voleva accedere agli stabilimenti balneari. Una situazione che è stata subito messa in evidenza dai gestori dei bagni della Terrazza della Repubblica che hanno fotograficamente documentato le condizioni in cui si è presentata la zona. Uno “spettacolo” che sperano non si ripeta nelle prossime settimane, quando gli stabilimenti balneari saranno presi d’assalto dai turisti . «E non possiamo certo confidare soltanto nel bel tempo per evitare che scene come quelle di lunedì non si ripetano».

Fra gestori degli stabilimenti balneari e amministrazione comunale sembra essersi aperta una polemica legata proprio all’andamento del cantiere. Naturalmente in discussione non è il rifacimento della Terrazza, che Città Giardino attendeva da anni. Decisamente più discutibile e criticato è invece l’andamento dei lavori. Disattesa la promessa elettorale del sindaco Del Ghingaro di iniziare i lavori in ottobre (lo slittamento del via al cantiere a gennaio ha fatto sì che la prima fase dei lavori stia pesantemente sconfinando nella stagione estiva), dai balneari sono partite una serie di richieste all’indirizzo dell’amministrazione comunale perché agevoli la fruibilità della Terrazza sia ai villeggianti che agli operatori. Che, fra le tante richieste, chiedono varchi d’accesso più larghi e senza l’ostruzione dei panettoni in cemento (che creano difficoltà anche a carrozzine e disabili) o il ripristino provvisorio di panchine e cestini. Richieste per le quali attendono una risposta. —


© RIPRODUZIONE RISERVATA