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Il Parco blocca i lavori in una parte di cava Piastraio

Ogni situazione anomala che è stata intercettata durante i controlli è stata documentata sia con i rilievi che con fotografie che permettono di capire quando è stata intercettata una cavità carsica che poi non è stata segnalata e la diffusione della marmettola sui piazzali

Marmettola nei piazzali e cavità carsiche contaminate, non rispettate sia la pronuncia di compatibilità ambientale che il nulla osta del Parco stesso 

STAZZEMA. C’è una emergenza cave. In pochi giorni, dopo i controlli del carabinieri forestali, dei guardiaparco del Parco delle Apuane e dei Comuni, in provincia di Lucca sono state fermate ben quattro attività estrattive. Di queste una si trova a Stazzema ed è stata bloccata per inquinamento e mancato rispetto delle prescrizioni, a Seravezza invece sono state riscontrate lavorazioni difformi all’autorizzazione, inquinamento e distruzione di cavità carsiche. Tutto questo avviene mentre la Regione rilascia nuove concessioni per lo sfruttamento delle cave o prende in esame richieste di proroghe e ampliamenti per nuove estrazioni nel Parco delle Apuane. Dopo lo stop forzato di una parte delle lavorazioni della Carrara marmi e di una cava sul monte Altissimo (che ha coinvolto un colosso del marmo come è Henraux) il Parco delle Apuane ha fermato un’altra attività nell’area dell’altro del Corchia che è meta anche di molti turisti.

Ora il Parco delle Alpi Apuane ha bloccato in parte le lavorazioni della cava Piastraio (Stazzema) realizzati in difformità dalla pronuncia di compatibilità ambientale e dal nulla osta del Parco (come è successo per l’altra cava fermata nel comune di Seravezza). Secondo quanto emerso dal sopralluogo eseguito nei giorni scorsi dai carabinieri forestali, dal comando guardiaparco, dalla Regione Toscana e dalla Federazione Speleologica Toscana, nel sito estrattivo gestito dalla cooperativa Condomini Lavoratori Beni Sociali di Levigliani non è stata rispettata la prescrizione impartita con pronuncia di compatibilità ambientale riguardante la corretta gestione delle acque sui piazzali di cava. Un’attività questa che invece è strettamente legata alla tutela dell’ambiente e delle acque di falda. In particolare, è stata riscontrata, stando a quanto è stato spiegato dal Parco, la presenza di marmettola e la mancanza di un idoneo sistema di raccolta e convogliamento delle acque. I controlli hanno evidenziato anche «l’intercettazione di dimensioni rilevanti di cavità carsiche durante le fasi di lavorazione e la mancata adozione delle misure necessarie alla salvaguardia dell’ambiente ipogeo».


Il Parco delle Alpi Apuane ha così emesso l’ordinanza con cui si decreta la sospensione immediata di ogni attività di lavorazione nelle aree interessate dalle cavità carsiche e la rimozione (entro trenta giorni) del materiale che è stato posto a tamponamento e occlusione delle cavità carsiche per consentirne l’ispezione speleologica. La Cooperativa dovrà inoltre provvedere alla pulizia immediata dei piazzali di cava e alla rimozione della marmettola e di ogni altro materiale fine presente e la realizzazione immediata di un idoneo sistema di raccolta e convogliamento delle acque presenti sui piazzali di cava, per evitare infiltrazioni di marmettola nelle eventuali fratture presenti. Infine, con una perizia giurata (da trasmettersi al Parco entro 15 giorni), dovrà essere effettuato un rilievo dello stato attuale della cava con la sovrapposizione dello stato autorizzato e con l’inserimento degli ingressi delle cavità. Prescrizioni richieste anche all’Henraux, pochi giorni fa.

«Abbiamo preso atto dell’ordinanza, ed è stata per tutti noi una sorpresa negativa», dice Daniele Poli, presidente della Cooperativa Condomini Levigliani che lavora sia nella cava Piastraio che nella cava Tavolini, entrambe sul monte Corchia, dove si estrae marmo bianco arabescato. «Ci riserveremo di controllare l'atto del Parco delle Alpi Apuane, faremo dei sopralluoghi, e con i nostri tecnici scriveremo una relazione valutando anche gli aspetti contenuti nell'ordinanza. Dopodiché decideremo bene cosa fare intraprendendo tutte le azioni possibili». Insomma, la Coop leviglianese non ci sta. E intanto l'estrazione in cava Piastraio non si ferma (anche ieri i cavatori erano all'opera), perché la sospensione riguarda soltanto una parte del cantiere di cava, il piazzale in particolare, e non l'area in cui avviene la lavorazione vera e propria in cui non è stata invece riscontrata alcuna difformità. —

S.C. e T.B.G.

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