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Per l’Espresso è a Forte dei Marmi la migliore enoteca d’Italia

Il prestigioso riconoscimento alla cantina del locale che può vantare quasi duemila etichette e 11mila bottiglie 

FORTE DEI MARMI. Versilia sempre al top nella ristorazione, con cucine da veri gourmet ma anche cantine. Vedi quella del Bistrot di Forte dei Marmi, appena premiata come migliore dell’anno dalla guida “I ristoranti e i vini d’Italia” de L’Espresso.

Enzo Vizzari e il suo staff sono infatti tornati ancora una volta a sottolineare la bontà delle tavole versiliesi, riconoscendo il massimo dei voti a decani della ristorazione come Lorenzo di Forte dei Marmi e Romano di Viareggio (entrambi Cappello d’Oro), mentre per la prima volta nella lunga carriera della famiglia Vaiani di Forte, arriva anche l’ambito premio come cantina dell’anno per il Bistrot. Alla guida della cucina c’è Andrea Mattei (tre cappelli per L’Espresso, il massimo sono cinque). Ad introdurre in sala le sue creazioni, ci pensa Andrea Salvatori, artefice del successo della “cave” del locale a due passi dal bagnasciuga insieme ai patron David e Marco Vaiani. Che dedicano questo premio al padre Piero, scomparso lo scorso novembre.


Appassionato della cucina a km zero, grazie anche a quel podere nel Morianese (fra Lucca e la Garfagnana) le cui colture seguiva personalmente, ha dato ai suo locali un imprinting portato avanti dai figli. Secondo cui tra le parole d’ordine, c’è quella di divertirsi. Sia nell’andare a cercare le particolarità da proporre al cliente, sia per l’ospite nel degustare il calice abbinato al piatto. A volte anche alla cieca, in un bicchiere nero da cui tocca puntare sui sensi per capire cosa nasconda.

Oggi i Vaiani vantano cinque insegne di successo, spalmate su un fazzoletto di viale a mare della perla vip della Versilia, con pubblico e proposte fra loro differenti. Il creativo stellato Bistrot, il più metropolitano Fratellini’s con un ottimo sushi, l’elegante trattoria Osteria del Mare, il poliedrico Pesce Baracca sul cui tetto il Pesce Terrazza dall’ora dell’aperitivo svetta verso il mare e il tramonto. Grande materia prima, e da quest’anno anche il riconoscimento alla cantina. Una proposta che vanta 1950 etichette per 11mila bottiglie con prezzi che spaziano dai 40 euro del Vermentino di Luni ai 18mila di un Romanée-Conti. Con grande attenzione alla Francia e all’Italia, dove batte il cuore dei fratelli Vaiani. Soprattutto in Borgogna e nella Lucchesia, con un occhio di riguardo per i biodinamici.

Dal 2019, anno di svolta con l’arrivo di Mattei in cucina e Salvatori in sala, la direzione è stata quella di distinguersi. Puntando sulla territorialità e su etichette meno convenzionali. «Non possiamo esimerci dal tenere in carta alcuni classici – spiega David Vaiani – ma ai più diffusi e ormai più che degustati reperibili in qualsiasi ristorante versiliese, abbiamo preferito sostituire piccole eccellenze sconosciute che recuperiamo personalmente dai produttori». Come uno champagne importato direttamente per il quale è stata ideata un’etichetta da distribuire fra i cinque locali di famiglia.

Oppure i Terra della Luna, azienda di Ortonovo che realizza solo 6mila bottiglie. Ma anche Tenuta Fessina dall’Etna, Montepepe della vicina Montignoso. «Spesso vini estremi che ci divertiamo ad abbinare al menu degustazione – racconta il direttore di sala Andrea Salvatori – insieme ad altre curiosità come il sakè o birre artigianali».

Buona la presenza di biodinamici «in cui crediamo e verso cui sta andando la scelta» dicono i Vaiani, pur offrendo anche chicche introvabili come quella rara bottiglia di Montrachet di Domaine Leflaive di cui in Italia esistono solo tre esemplari: una a Forte e gli altri due da Cracco a Milano e alla Pergola a Roma. —

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