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Beffa per gli alberghi: esclusi dal superbonus al 110%

Lo sconcerto degli albergatori: «Penalizzati rispetto a chi affitta le case»

VIAREGGIO. Una dimenticanza che sconcerta gli albergatori. L’esclusione dai benefici del superbonus edilizio, di fatto, penalizza i 284 hotel versiliesi «ancora una volta vittime di concorrenza sleale rispetto a chi affitta le case – spiega Maria Rosaria Francavilla, titolare dell’albergo Spinelli di Viareggio e presidente di Assohotel Confesercenti – Chi ha un appartamento e vuole ristrutturarlo per usarlo a scopi turistici può avere l’agevolazione, noi che siamo del settore no: è assurdo».

Il superbonus 110% è un incentivo molto appetibile, perché consente a chi fa lavori di riqualificazione energetica o antisismica del proprio immobile di portare a termine l’operazione praticamente senza sborsare denaro. Sono le imprese che fanno i lavori a prendersi il 110% del costo dell’intervento, per utilizzarlo a loro volta come credito d’imposta.


«Sappiamo tutti che il patrimonio alberghiero versiliese è, in buona parte, risalente agli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso – dice Maria Bracciotti, presidente di Federalberghi Versilia – È chiaro che non deve essere negata l’opportunità agli imprenditori di rinnovare le loro strutture con un risparmio enorme. E facendo girare l’economia locale, visto che si danno committenze alle imprese artigianali. Confido nelle dichiarazioni recenti del ministro del Turismo Massimo Garavaglia, perché si rimedi quanto prima a questa stortura. Il nostro settore è molto provato dalla pandemia, ne abbiamo bisogno».

«Abbiamo detto più volte, e continuiamo a ripetere, che per la ripartenza del turismo non bastava sapere la data delle riaperture o annunciare il green pass. Erano necessarie misure e strategie legate al rilancio delle strutture e degli investimenti. Per questo rimaniamo davvero delusi dalla decisione del governo di escludere gli hotel dalla possibilità di utilizzare il superbonus edilizio – ribadisce Francavilla – Un colpo durissimo che elimina uno dei provvedimenti che avevamo chiesto con maggiore forza. La ripresa del turismo passa anche e soprattutto dalla ristrutturazione delle strutture turistiche e ricettive, oggi più che mai necessaria. Ci auguriamo davvero che il governo torni sui suoi passi ed estenda l’utilizzo del bonus anche alle strutture alberghiere».

La notizia, fa sapere Assohotel, è arrivata in contemporanea con i dati Istat che hanno certificato nel primo trimestre del 2021 un calo dei fatturati nel settore del 70,8% rispetto allo stesso periodo del 2020. Ancora Francavilla: «Stiamo parlando di un comparto che concorre con oltre il 15% al Pil nazionale. Per noi albergatori questo è un duro colpo. Stiamo soffrendo da oltre un anno e mezzo e, mentre già un buon 30% di noi ha gettato la spugna, ancora una volta registriamo che alle parole non seguono i fatti. Non ci dimentichiamo che in questi mesi di pandemia ci hanno già negato la misura al sostegno bancario con allungamento dei mutui e interventi efficaci per gli impieghi stagionali. È bene ricordare che le conseguenze della pandemia sono ancora evidenti, con una ripresa di presenze molto lenta e sicuramente non omogenea tra città d’arte e località di mare. Confidiamo che durante l’esame parlamentare del decreto rilancio si ponga rimedio». Sull’argomento interviene anche il deputato Riccardo Zucconi (Fdi): «Non bastava l’incognita della pandemia, delle riaperture e del coprifuoco – dice – per danneggiare il già compromesso settore turistico: a rincarare la dose ci ha pensato il governo, togliendo agli hotel, senza ben precisate ragioni, la possibilità di usufruire del superbonus edilizio del 110%. Come potrà esserci una ripartenza se non si aiutano gli imprenditori ad investire nel comparto?». —

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