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Previsioni “made in Versilia” per evitare il flop del meteo

Parla il 22enne che gestisce l’applicazione specifica per Marina di Pietrasanta: «Decisivo il fattore umano per interpretare i dati, altrimenti si fanno errori»

VIAREGGIO. Fa sensazione che a dirlo sia un 22enne chiaramente a suo agio con la tecnologia: «I dati delle previsioni meteo vanno interpretati ed elaborati dall’uomo, non riproposti pari pari da una macchina. Altrimenti in Versilia si confonde la spiaggia con le Apuane».

Il fattore umano, secondo il 22enne versiliese Fabio Longaron, è determinante per evitare il flop delle previsioni che anche domenica hanno causato un mezzo disastro. Sole invece della pioggia preannunciata, disdette, imprenditori turistici – in particolare balneari – arrabbiatissimi. Fabio un po’ se ne intende: oltre che del posto, è uno studente e appassionato del tema. Dal luglio dell’anno scorso gestisce in accordo con i balneari l’applicazione Meteo Mare, che ha la caratteristica di fare previsioni meteo iperlocali, cioè specifiche sul solo territorio di Marina di Pietrasanta.


«L’applicazione ha buone recensioni dagli utenti – dice Longaron – Forse non è conosciutissima, però si sa che questo tipo di strumentazione ha bisogno di pubblicità». La concorrenza con i siti Internet è difficile e gli utenti, bene o male, a quelli fanno riferimento. «Questi siti – spiega Longaron – ripropongono in automatico modelli previsionali che sono a bassa risoluzione, diciamo sui 10-15 chilometri di riferimento. Così facendo si rischia di fare delle generalizzazioni, soprattutto in condizioni di instabilità. In pratica la previsione sulle Apuane e sulla spiaggia diventa la stessa, ma sappiamo bene che non è corretto. Ci sono microclimi diversi: sulla costa ci sono 1.000 millimetri di pioggia all’anno, in una zona come Arni siamo a 2.500-3.000». È necessaria, quindi, una maggiore accuratezza di questi modelli «che però – prosegue Longaron – a quel punto hanno bisogno dell’interpretazione umana. Non è possibile limitarsi a caricare i dati, vanno esaminati da persone specializzate. Che non tutti mettono a disposizione. Inoltre – conclude Longaron – bisogna rendersi conto che ci sono alcuni meccanismi perversi: a volte si preferisce “drammatizzare” il clima pur di strappare qualche click in più». —

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