Camaiore si riprende i suoi tappeti di segatura: «Per noi è una rinascita»

Successo per la manifestazione che ha dovuto rinunciare al lavoro notturno e ridurre le grandezze delle opere. Qualche problema per il vento

CAMAIORE. Altro che red carpet: a Camaiore le strade sono state finalmente animate dagli storici tappeti di segatura, e a dare luce alla giornata non i flash e i luccichii hollywoodiani ma la segatura colorata stesa con estrema precisione dai tappetari e ammirate dai passanti, entrambi anime della tradizionale manifestazione camaiorese.

«Faccio i tappeti da quando sono nato – racconta Nicola Rombi –: dopo la parentesi dello scorso anno, tornare oltre che con le opere nelle chiese anche con quelle all’aperto è una bella opportunità perché permette di riassaporare un po’ la tradizione. Dico un po’ perché abbiamo dovuto rivedere tutto: i tempi e gli orari di lavorazione, la dimensione dei tappeti e anche il modo di lavorare».


L’edizione 2021 dei Tappeti di segatura ha rivisto le tradizionali location esterne dove posizionare i tappeti: i luoghi scelti sono stati infatti Piazza San Bernardino e Via XX Settembre per non andare a creare disagi ai locali del centro storico e anche per garantire il pieno rispetto delle norme anticontagio. «Oggi è una giornata particolare perché speriamo che sia un segnale di ripartenza, rispetto alla passata edizione si sente già di più l’atmosfera dei Tappeti di Camaiore, ma speriamo di poter tornare alla normalità al 100% il prima possibile – afferma il presidente dell’Associazione Tappeti di segatura Massimiliano Turba –. In programma questa estate abbiamo vari progetti come un evento dedicato a Dante il 6 agosto e anche un evento simile a questo in passeggiata a Lido con un tema non religioso ma marinaresco verso fine estate».

Le norme vigenti dove fa da padrone il coprifuoco alle 23 ha costretto anche all’eliminazione della realizzazione dei tappeti di notte: «Ho 66 anni e faccio i tappeti di segatura e fiori da quando ne ho sette – afferma Angelo Tabarrani del Gruppo Infioratori Versiliesi –. Noi che partecipiamo da sempre a questo evento vogliamo trasmettere fiducia ai giovani, infatti il tema dei nostri tappeti realizzati con segatura nera e fiori freschi rappresenta il male che si allontana con stampi a forma di salamandre e farfalle. Chiaramente l’impossibilità di lavorare di notte ci ha un po’ penalizzati perché soprattutto i più giovani oggi non sono potuti essere presenti ma comunque per noi è importantissimo essere qui a sostenere una tradizione».

Le difficoltà per realizzare l’evento sono state svariate, a partire dal vento, ma il risultato di avere i tappeti sia all’interno delle chiese che all’aria aperta ha rappresentato un segnale positivo: «Questo è un evento soprattutto di gruppo, dove collaborare è la chiave principale – afferma Franco Benassi, ex presidente dell’Associazione –. A questa parola abbiamo dovuto sommare anche “compromesso” perché garantire la sicurezza di tutti è necessario. Nonostante tutte le rinunce siamo felici perché finalmente oggi siamo di nuovo all’aperto e perché in questi due mesi siamo potuti tornare a lavorare nelle scuole per tramandare l’arte ai più piccoli». Tradizione e cambiamenti quindi: «Abbiamo lavorato in gruppi divisi, abbiamo dovuto rinunciare all’effetto del lavoro di notte e al successivo momento dell’alba che dopo ore di lavoro dà la soddisfazione di vedere il risultato alla luce del sole – osserva il tappetaro Pierpaolo Dinelli– ma alla fine se riflettiamo la parola Tradizione in latino "traditio" si traduceva con tradimento perché infatti per far sì che le tradizioni vengano tramandate vanno anche tradite». —

Sara Fantinato

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