Sfuma il sogno dei tubi salva-mare in Versilia: ancora un’estate appesa ai divieti

Il tavolo non ha proceduto con i lavori da questo inverno e non sono partiti i cantieri per il terzo anno consecutivo

Cesare Bonifazi

Viareggio. Quella post-pandemia poteva essere veramente l’estate per fare la differenza. E invece anche quest’anno gli operatori del turismo non possono fare altro che guardare il cielo e sperare nel bel tempo. Il progetto degli spandenti a mare, ovvero i tubi salva mare da costruire sulla Fossa dell’Abate, al confine tra Viareggio e Lido di Camaiore sfuma. Il tavolo in Regione non ha portato a casa il risultato per il terzo anno consecutivo. Molti gli impedimenti di tipo tecnico e le lungaggini burocratiche che si frappongono tra il progetto e la sua esecuzione. La riunione di febbraio sembrava aver dato una spinta alla questione che invece è rimasta al palo. Si tratta di una spesa da 400mila euro a cui la Regione partecipa con la metà del denaro mentre Camaiore e Viareggio finanziano 100mila euro ciascuno. L’amministrazione viareggina è anche l’ente attuatore. Il monitoraggio è stato effetti.


C’è solo da sperare, anche per quest’anno, che le piogge siano clementi come lo sono state l’anno scorso. Secondo i dati forniti da Arpat infatti, la campagna di prelievi del 2020 ha evidenziato alcuni casi di inquinamento soprattutto nella primissima fase di monitoraggio. Il 18 maggio dell’anno scorso si sono verificate due non conformità sulla Fossa dell’Abate, lato Camaiore, e a Fiumetto Sud. Per il primo caso lo sforamento dei valori è subito rientrato mentre a Fiumetto il tutto è rientrato il 26 maggio. Nella campagna di monitoraggio del mese di giugno, eseguita il 15 giugno, si è verificato il superamento dei limiti solo in un’area: Fiumetto Nord, gli operatori di Arpat hanno eseguito il campionamento il 18 giugno, con esito conforme ai limiti di legge. Delle aree versiliesi nel 2020 solo quella di Fiumetto rimane in classe di qualità “buona”, mentre le altre nei Comuni di Forte dei Marmi, Pietrasanta, Camaiore e Viareggio risultano in classe di qualità “eccellente”.

«Gli apporti della fossa dell'Abate, del Fiumetto, del Motrone e, in taluni casi, del Burlamacca - spiegano da Arpat - sono da anni causa di criticità nelle aree di balneazione del litorale versiliese, perché ricevono scarichi fognari non trattati (per abusivismo, commistioni di acque nere e bianche, carenze nella rete fognaria) provenienti dagli agglomerati urbani di Forte dei Marmi, Lido di Camaiore, Marina di Pietrasanta e Viareggio e la pioggia è un fattore spesso determinante per l'amplificazione di questi problemi».

Conclude la relazione dell’agenzia regionale dell’ambiente: «Negli anni 2017-2018 è stata messa in campo la sperimentazione dell’utilizzo dell’acido peracetico. La sperimentazione è stata interrotta. Permane la necessità di prevenire eventi eccezionali . Per l’immissione di acido in alveo è stato chiesto un parere al Is e al ministero ma al momento non è ancora pervenuto». —

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