Vaccini in Versilia: stabilito un nuovo record. Gli obiettivi dell'Asl

Raggiunta la capacità massima che era stata programmata dall’Asl quando si è deciso di puntare sul Terminetto

VIAREGGIO. Le vaccinazioni anti-Covid in Versilia toccano un nuovo record: al distretto del Terminetto si è toccato in questi giorni il picco di 1.218 dosi somministrate nell’arco di 24 ore.

Si è ormai raggiunta la capacità massima che era stata programmata dall’Asl quando si è deciso di puntare sul Terminetto come centro vaccinale di riferimento per il territorio. Tre mesi fa, infatti, all’apertura degli ambulatori vaccinali era stata annunciata una prima potenza di fuoco di 400 vaccini al giorno, estendibili in un secondo momento a 800 e in seguito fino a 1.200. Il lavoro non è proseguito in maniera lineare, anzi: si è andati avanti a scatti, con momenti di grande fermento e altri di stop totale o quasi. Colpa, va ricordato, della schizofrenia delle forniture, che hanno avuto numerosi problemi. Ma colpa anche di una gestione da parte della Regione Toscana non sempre impeccabile, per essere buoni.

Il ritmo che si sta tenendo in questi giorni induce l’Asl all’ottimismo.

«Stiamo procedendo molto velocemente – dice Alessandro Campani, responsabile Zona distretto Versilia per l’Asl e coordinatore della campagna vaccinale – In pratica, nonostante questi numeri importanti, riusciamo a evitare che si formino code fuori dagli ambulatori». Che è uno dei problemi emersi nei giorni scorsi, visto il gran numero di appuntamenti che il Terminetto deve smaltire nel giro di poche ore.

La campagna di prevenzione anti-Covid prosegue, dunque, nell’obiettivo di chiudere il conto già in estate. Al momento sono 58.717 le vaccinazioni fatte in Versilia, di cui 18.956 richiami: considerando che i quasi 20mila immunizzati grazie al vaccino sono in maggioranza persone che rischiano di più in caso di contagio e sviluppo della malattia, la speranza è che le conseguenze del Covid in Versilia – devastanti in questo anno di pandemia – possano iniziare a diventare un ricordo, per quanto tragico. Parlando proprio delle persone più deboli, la percentuale di copertura degli anziani ultraottantenni è al 91 per cento, mentre quella degli ospiti delle case di riposo è al 94 per cento: dato che non si potrà mai raggiungere il totale, perché non tutti possono ricevere il vaccino e non tutti lo vogliono, si può dire che questa fase è conclusa. Sui pazienti fragilissimi e fragili l’ultima statistica parla di oltre 3mila vaccinazioni fatte. Anche la fascia d’età 70-79 ha già una percentuale di copertura molto buona: siamo al 69 per cento, il che significa che due settantenni su tre in Versilia hanno già ricevuto la prima dose di vaccino. Tra i sessantenni, che stanno cominciando adesso a presentarsi in massa ai centri vaccinali – prima poteva farlo solo chi era considerato paziente fragile – siamo ancora al 20 per cento. Dopo di loro, toccherà al resto della popolazione, a partire dai cinquantenni. —

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